Tumore del pene: incidenza e fattori di rischio

I tumori del pene sono molto rari, il più comune è il carcinoma spinocellulare (95% dei casi) e rappresenta lo 0,2-2% di tutte le neoplasie che colpiscono l’uomo.

L’incidenza maggiore si ha nella fascia di età compresa tra i 50-70 anni.
Il maggiore fattore di rischio è legato alla scarsa igiene con ristagno dello smegma a livello del solco balano prepuziale, la fimosi, i condilomi e condizioni di infiammazione cronica quali ad esempio balanopostiti ed il lichen sclero-atrofico.

Il carcinoma del pene si presenta sotto forma di una lesione cutanea vegetante (a cavolfiore) o come una lesione ulcerata e indurativa, con margini rilevati, poco o nulla dolorosa.

Tumore Maligno del glande

Il glande è la sede più comune del tumore al pene, seguito dal prepuzio, solco coronale e asta.
A riprova di quanto detto, l’incidenza di neoplasie peniene è significativamente più bassa nelle popolazioni in cui viene praticata la circoncisione.

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Negli stadi più avanzati può essere presente dolore locale, sanguinamento, ed anche una sintomatologia disurica legata ad un eventuale coinvolgimento dell’uretra.
Adenopatie in sede inguinale sono presenti nel 50% dei pazienti e sono per lo più legate a fenomeni infiammatori reattivi, più raramente ad invasione neoplastica.

La diagnosi in fase precoce può essere ritardata dalla presenza di una fimosi serrata.

La diagnosi viene effettuate con l’esame obiettivo che permetterà di valutare: dimensioni, localizzazione, grado di infiltrazione dei corpi cavernosi o dell’uretra e l’eventuale presenza di linfonodi inguinali.

INDAGINI STRUMENTALI PER LA DIAGNOSI DEL TUMORE AL PENE

Seguiranno le indagini strumentali :

  • Ecografia peniena ed inguinale per la localizzazione di eventuali linfonodi;
  • La tomografia computerizzata (TC), la risonanza magnetica (RM) per indagare la presenza di metastasi linfonodali pelviche e di eventuali metastasi a distanza;
  • la PET combinata con la TC (PET/TC) per determinare l’estensione del tumore.
  • Una radiografia del torace e la scintigrafia ossea possono essere usate per escludere le presenza di metastasi a distanza.

A queste indagini strumentali seguirà la biopsia per la conferma istologica della diagnosi.

Il trattamento del tumore al pene dipende dallo stadio tumorale, dimensioni e localizzazione, ed è il più conservativo possibile.

Per quanto riguarda gli interventi chirurgici le opzioni sono: penectomia parziale e penectomia totale

PENECTOMIA PARZIALE

La penectomia parziale rappresenta il trattamento d’elezione riservata soprattutto a pazienti giovani con lesioni neoplastiche superficiali.

PENECTOMIA TOTALE

Nei casi di malattia invasiva viene effettuata la penectomia totale associata a linfadenctomia inguinale. La linfoadenectomia è un trattamento necessario complementare nei casi avanzati (T3-T4), il suo ruolo negli stadi più precoci (T1-T2) senza evidenza clinica o radiologica di un coinvolgimento linfonodale è a tutt’oggi oggetto di controversie.

La radioterapia può essere un’alternativa possibile per lesioni limitate (<4 cm) o in atteggiamento palliativo per pazienti non trattabili.

La chemioterapia è riservata ai casi inoperabili o con metastasi a distanza ma i risultati sono deludenti.

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