Che cos'è l'infezione alle vie urinarie

L’infezione delle vie urinarie consiste in un aspetto clinico di comune riscontro nella pratica quotidiana rappresentando il 20% di tutte le patologie riscontrabili ambulatorialmente.

In base alla sede distinguiamo:

  • infezioni delle vie urinarie superiori (pielonefriti, nefriti),
  • infezioni delle vie urinarie inferiori (cistiti, uretriti, epididimiti).

Cause infezione vie urinarie

Si parla di infezione alle vie urinarie quando sono presenti almeno 100.000 UFC/ ml. di urine. La via di penetrazione dei batteri è nella maggior parte dei casi l’uretra (via canalicolare ascendente) e ciò spiega la maggiore incidenza nel sesso femminile a causa della sua minore lunghezza nelle donne.

I fattori predisponenti sono rappresentati da:

  • manovre di cateterismo
  • ostruzioni cervico-uretrali (ipertrofia prostatica, calcolosi, tumori)
  • vescica neurologica
  • malattie renali (gotta, nefrocalcinosi, nefropatia diabetica)
  • diabete mellito
  • reflusso vescico- ureterale
  • gravidanza
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La sintomatologia di una infezione alle vie urinarie può essere contraddistinta in:

  • Pielonefrite acuta: caratterizzata dalla presenza di dolore lombare mono o bilaterale, febbre con brivido, pollachiuria ed urgenza minzionale.
  • Cistite acuta: si manifesta tramite pollachiuria con eliminazione di una scarsa quantità di urina, tenesmo vescicale con dolore sovra-pubico ed ematuria.
  • Uretrite acuta: contraddistinta da disuria e secrezione uretrale.
  • Epididimite acuta: caratterizzata da dolore acuto con iperestesia cutanea, e tumefazione dell’epididimo.
  • Infezione cronica: queste forniscono una sintomatologia più sfumata delle forme acute.

La diagnosi di infezione alle vie urinarie è basata, come detto, dal riscontro di una quantità di batteri almeno pari a 100.000 ufc/ml. Per tale motivo è opportuno eseguire il prelievo delle urine evitando ogni sorta di contaminazione batterica.

I metodi che si utilizzano sono: la raccolta del mitto intermedio, il prelievo per aspirazione sovrapubica, il prelievo con catetere (nella donna). Le urine vengono poi messe in coltura (URINOCOLTURA) per osservare l’eventuale crescita batterica e testare l’antibiotico eventualmente efficace (antibiogramma).

Altre diagnosi da effettuare possono essere:

  • Spermiocoltura: ricerca dei germi effettuata sul liquido seminale ,utile nella diagnosi di epididimite acuta.
  • Tamponi uretrali: ricerca dei germi attraverso prelievi ottenuti dall’uretra mediante piccoli spazzolini e tamponi.
  • Ecografia: data la non invasività della metodica rappresenta una tecnica fondamentale nella visualizzazione di alterazioni morfologiche dei vari organi (idronefrosi, pionefrosi, ascessi, tumefazioni dell’epididimo ecc.).

La terapia per l’infezione alle vie urinarie è basata ovviamente sulla rimozione della condizione favorente la stasi urinaria e sull’antibioticoterapia mirata sulla base dell’antibiogramma. Gli antibiotici più frequentemente usati sono la Fosfomicina, il Trimetoprim-Sulfametoxazolo, i Fluorochinoloni e l’Amoxicillina.

La durata del trattamento dipende dal tipo di infezione. Si possono utilizzare, soprattuto nelle donne, sostanze con effetto antibatterico naturale come la Vitamina C o il mirtillo. Di recente è stato introdotto con successo nel trattamento delle cistiti croniche l’uso di instillazioni vescicali  di  acido ialuronico con ottimi risultati.

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