TUMORI DELLA VESCICA

TUMORI DELLA VESCICA

Il tumore della vescica è il quarto tumore più frequente nell’uomo e la seconda neoplasia più frequente a carico dell’apparato urinario. Costituisce l’ottava causa di morte per tumore. Ogni anno circa 3000 pazienti muoiono per tumore della vescica.

L’età più colpita è compresa tra la sesta e l’ottava decade e gli uomini sembrano avere una incidenza quattro volte superiore alle donne.

Fattori di rischio accertati sono:

– il fumo di sigaretta è il più importante fattore di rischio. L’incidenza di tumore della vescica è direttamente correlata alla durata del fumo ed al numero di sigarette fumate. Il 70 % dei tumori vescicali sono da attribuire al fumo di sigaretta.

– alcune sostanze chimiche come le amine aromatiche, contenute in vernici e coloranti di anilina, che rappresentano il secondo fattore di rischio potendo indurre e promuovere la carcinogenesi.

La classificazione TNM (sulla base dei dati clinici ed anatomo-patologici) consente di stadiare la malattia, cioè considerarne l’estensione loco-regionale a distanza:

  • Tis tumore in situ;
  • T1 tumore che invade il connettivo sottoepiteliale;
  • T2 tumore che invade il muscolo detrusore superficialmente;
  • T3 tumore che invade il muscolo detrusore in profondità;
  • T4 tumore che invade la prostata, l’utero o la vagina;
  • N0 assenza di invasione linfonodale;
  • N1 N2 N3 interessamento linfonodale (singolo o multiplo);
  • M0 assenza di metastasi;
  • M1 metastasi a distanza.

COME FARE DIAGNOSI

Il sintomo principale è l’ematuria (presenza di sangue nelle urine) che può essere microscopica   o macroscopica. In alcuni casi si può associare una sintomatologia disurica (cistite , dolore ).

Per una corretta diagnosi e stadiazione della malattia si eseguono le seguenti indagini strumentali:

  • Ecografia apparato urinario: che permette di evidenziare la presenza di neo-formazioni vescicali o della via escretrice, i difetti di riempimento della vescica o la presenza di idronefrosi.
  • Citologia urinaria : evidenzia la presenza di cellule neoplastiche nelle urine.
  • Uretrocistoscopia ambulatoriale: attraverso l’introduzione del cistoscopio consente di visualizzare tutta la superficie vescicale nonché di effettuare biopsie di aree sospette.
  • Rx Urografia perfusionale: importante per lo studio dei dettagli endovescicali soprattutto con la cistografia minzionale.
  • Uro-TC : per valutare l’eventuale infiltrazione a carico degli strati più profondi della vescica nonchè l’estensione della neoplasia e l’eventuale presenza di lesioni a distanza o linfonodali.

TERAPIA

 

Il trattamento dipende quasi esclusivamente dal grading e dalla stadiazione del tumore.

  • Tumori superficiali : rimozione della neoplasia per via endoscopica transuretrale mediante elettroresezione (TURB).

Nel periodo post-operatorio sono utilizzati instillazioni di chemioterapici o immunomodulanti, quali l’interferone, il Bacillo di Calmette Guerin (BCG) o la mitomicina C somministrati mediante instillazioni periodiche.

  • Carcinoma in situ (Tis) : TURB ed instillazioni.

 

  • Tumori infiltranti: cistectomia radicale, con creazione di una derivazione urinaria. Le derivazioni più usate sono rappresentate dall’ureterocutaneostomia bilaterale (gli ureteri vengono entrambi anastomizzati alla cute), dalla transureteroureterostomia cutanea (un uretere si anastomizza con l’altro e lo stoma unico con la cute), dalla ureterosigmoidostomia ( ureteri anastomizzati con il sigma), dalla vescica rettale (retto utilizzato come serbatoio per le urine), dai condotti ileale o colico (ureteri anastomizzati con l’ileo o il colon) oppure dalla creazione di neovesciche continenti. Trattamenti non radicali (cistectomia parziale) possono essere presi in considerazione per neoplasie singole e ben definite nei limiti (ad es. cupola vescicale), o in pazienti non complianti per chirurgia radicale.

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