Tumori del Rene

I TUMORI DEL RENE

Nei paesi occidentali i tumori del rene costituiscono il 3-4% di tutte le neoplasie dell’adulto, con picco di incidenza tra i 60 e i 70 anni.

Tra i fattori di rischio oltre all’età anagrafica troviamo il sesso maschile, che risulta doppiamente colpito rispetto alle donne, il fumo di sigaretta, l’obesità, esposizione a cadmio o asbesto, sindromi ereditarie come la Sindrome di Von Hippel-Lindau e storia di dialisi di lunga data.

COME FARE DIAGNOSI

Il carcinoma renale il più delle volte è asintomatico e la diagnosi viene posta in corso di ecografie addominali eseguite per altri motivi medici.

La classica triade sintomatologica costituita dal dolore, ematuria e massa palpabile, risulta espressione di una malattia avanzata e si presenta solo nel 10% dei pazienti.

Altra modalità di presentazione è una sindrome paraneoplastica con febbricola, calo di peso e sudorazione, o con la comparsa improvvisa di ipertensione arteriosa, causata dall’iperincrezione di renina, ipercalcemia, causata dall’iperincrezione di un peptide paratormono-simile o policitemia nel caso in cui venga iper prodotta eritropoietina.

La diagnosi di tumore renale si esegue con l’ecografia, indagine di primo livello, che ci consente di caratterizzare una lesione puramente cistica, dunque benigna, da una neoformazione verosimilmente maligna con o senza vascolarizzazione.

Una lesione sospetta andrà dunque caratterizzata con indagini di secondo livello come la Tomografia computerizzata (TC) o risonanza magnetica nucleare (RMN). La TC è fondamentale nella stadiazione della malattia fornendoci accurate indicazioni sulla neoformazione, anche di piccole dimensioni, e sulle strutture adiacenti, sui linfonodi e sulla presenza di eventuali metastasi secondarie. Infine possiamo eseguire una biopsia renale eco o TC-guidata per caratterizzare una massa renale di dubbia natura o non suscettibile di approccio chirurgico.

Istologicamente le neoplasie renali maligne si suddividono in carcinoma a cellule chiare (70-80% dei casi), carcinoma renale papillare (10-15%), carcinoma cromofobo (5%). I tumori benigni invece sono caratterizzati dall’oncocitoma e dall’adenoma papillare. Infine ricordiamo il tumore di Wilms o nefroblastoma che è tipico dell’età infantile.

TERAPIA

Il trattamento di elezione dei tumori renali, anche nelle forme avanzate, è l’intervento chirurgico data la nota resistenza di tale patologia alle terapie mediche.

La nefrectomia a cielo aperto è stata oramai soppiantata dalla tecnica laparoscopica e robotica.

Le innovazioni tecnologiche ci permettono un trattamento conservativo delle neoplasie di piccole dimensioni , eseguendo l’enucleoresezione o la nefrectomia parziale. I tumori del rene comprimendo il parenchima renale circostante formano strati concentrici a buccia di cipolla facilmente individuabili, così da poter asportare per via smussa solo il parenchima affetto da neoplasia. Per eseguire una chirurgia conservativa devono esser valutate le dimensioni e la sede della massa. Dimensioni ottimali sono considerate inferiori a 4 cm ma possono essere estese a 7 cm con risultati oncologici sovrapponibili. Inoltre il tumore deve avere sede periferica e non deve interessare la pelvi renale. Infine nei pazienti non candidati a chirurgia possiamo avvalerci di procedure ablative (radiofrequenza o crioablazione).

Il trattamento chemioterapico e la radioterapia non si sono rivelate strategie efficaci nell’approccio terapeutico adiuvante del carcinoma renale a cellule chiare. I trattamenti più ampiamente studiati e utilizzati in terapia adiuvante, comprendono l’interferone alfa (IFN- α), l’interleuchina 2 (IL-2), usati singolarmente o in combinazione, e i vaccini.

Illustrazione di un rene

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