Tumori del Testicolo

TUMORI DEL TESTICOLO

Il tumore del testicolo rappresenta circa l’1-2% dei tumori dell’uomo e il 5% di tutti i tumori urologici.  L’incidenza è circa di 10 nuovi casi per 100.000 individui l’anno. La fascia di età più colpita è tra i 15 e i 35 anni.

Vengono classificati come tumori a cellule germinali o tumori di origine stromale. I tumori germinali a loro volta vengono suddivisi in seminomatosi o non-seminomatosi.

Il seminoma può essere tipico, spermatocitico, anaplastico o trofoblastico.

non seminomatosi possono essere il tumore del sacco vitellino, il coriocarcinoma, il carcinoma embrionale o il teratoma.

Quelli stromali possono essere dello stroma specializzato (tumore a cellule di Leydig, tumore a cellule di Sertoli) o dello stroma non specializzato (fibroma, lipoma, sarcoma, linfoma).

Sono fattori di rischio:

  • il criptorchidismo ( assenza di testicoli nella borsa scrotale alla nascita , ma presenti lungo il normale decorso del testicolo dalla regione retroperitoneale e lungo il canale inguinale),
  • la sindrome di Klinefelter,
  • la familiarità per neoplasia del testicolo.
  • l’infertilità o l’ipofertilità

COME FARE DIAGNOSI

La sintomatologia dei tumori del testicolo è rappresentata dal riscontro spesso accidentale di una tumefazione nodulare dura di dimensioni variabili, non dolente né dolorabile alla palpazione, accompagnata da un senso di fastidio e di peso gravativo.

L’auto palpazione periodica dei testicoli fin dalla adolescenza è pertanto raccomandata a tutti.

Capitolo a parte è rappresentato dai tumori dello stroma gonadico ed alla loro capacità di secernere ormoni. Il leydigioma produce ormoni sessuali steroidei e può determinare pseudopubertà nell’infanzia e ginecomastia nell’adulto; i tumori a cellule di Sertoli, della teca e della granulosa producono ormoni femminilizzanti in grado di determinare quadri di atrofia dei genitali maschili.

L’esame obiettivo e l’ecografia testicolare permetteranno di effettuare una corretta diagnosi differenziale con altre patologie come l’epididimite acuta o cronica, l’idrocele ed eventuali cisti dell’epididimo. Seguiranno altri esami come:

– il dosaggio dei marcatori tumorali : sono fondamentalmente rappresentati dalla frazione beta della gonadotropina corionica (HCG) e dall’alfafetoproteina (AFP), la lattico deidrogenasi (LDH).

– TAC e RMN: consentono una accurata stadiazione della neoplasia evidenziando eventuali localizzazioni secondarie linfonodali o a carico di altri organi.

TERAPIA

L’orchifunicolectomia con accesso inguinale è l’intervento d’elezione previo esame istologico estemporaneo al tavolo operatorio. Secondo la tecnica personale si effettua la biopsia estemporanea dopo aver accuratamente clampato, con pinza dedicata, il funicolo spermatico prima che esso entri nell’addome, al fine di evitare che cellule tumorali possano andare in circolo a causa dell’insulto chirurgico effettuato durante tale biopsia. Dopo l’esame istologico si toglierà il clampaggio in mancanza di tumore o si legherà, in caso contrario, al di sopra della pinza effettuando l’asportazione in blocco del testicolo e del funicolo.

Successivamente si possono prendere in considerazione vari protocolli di chemio e radioterapia e linfadenectomia retroperitoneale.

Il tasso di sopravvivenza è molto alto, inoltre data la lunga aspettativa di vita dei pazienti dobbiamo garantire la preservazione della funzione riproduttiva con tecniche selettive di radioterapia, riduzione di dose per la chemioterapia e soprattutto crioconservazione del liquido seminale pre-operatoriamente.

In casi selezionati, come pazienti monorchidi e con tumori di piccole dimensioni, si può prendere in considerazione la sola asportazione della neoplasia risparmiando il restante parenchima testicolare.

cancro al testicolo
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Tumore Maschile al testicolo
Tumore al testicolo

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