Tumore alla Prostata

TUMORE DELLA PROSTATA

Il tumore della prostata è il più frequente tumore maschile dopo i 50 anni.

Fattori molto importanti nell’insorgenza del tumore prostatico sono: la familiarità, la dieta, la razza e lo stile di vita. Effettuando una diagnosi precoce il tumore è curabile con una sopravvivenza a 5 anni dell’85%.

In Italia ogni anno vengono diagnosticati circa 11.000 casi di tumore prostatico.

COME FARE DIAGNOSI

Il tumore della prostata quasi sempre non presenta sintomi, dal momento che si sviluppa nella porzione periferica della ghiandola e causa raramente disturbi urinari. Per questo motivo è importante effettuare, annualmente, una visita urologica con esplorazione rettale dopo i 45 anni ed effettuare il dosaggio del PSA. Valori elevati del PSA non devono mettere in allarme il paziente poiché sia le prostatiti che l’ipertrofia prostatica benigna possono far salire il livello del PSA. Nelle fasi molto avanzate si possono avere dolori e talvolta comparsa di fratture patologiche per interessamento osseo metastatico. Non di rado il primo segno è rappresentato dall’emospermia per il coinvolgimento delle vescicole seminali nel processo neoplastico.

La diagnosi di neoplasia prostatica, perciò, frequentemente è incidentale, essendo asintomatica nella maggior parte dei casi, quindi è consigliabile sottoporsi ai seguenti esami

  • Esplorazione rettale che consente di valutare le dimensioni, la forma, la consistenza della prostata e la presenza di noduli sospetti;
  • Dosaggio del PSA, Antigene Prostatico Specifico. Valori al di sotto di 4 ng/mL (nanogrammi per millilitro) sono considerati normali;
  • Ecografia prostatica trans-rettale che evidenzierà eventuali zone sospette;
  • Biopsia prostatica trans-rettale sotto guida ecografica. La biopsia viene eseguita previa profilassi antibiotica senza necessità di anestesia (al contrario della biopsia trans-perineale), si prelevano campioni di tessuto dalla prostata tramite i quali è possibile determinare la presenza di cellule tumorali all’interno della ghiandola;
  • Scintigrafia ossea total body per la valutazione di eventuali metastasi ossee;
  • TC addomino-pelvica per la stadiazione della malattia.

TERAPIA

Le terapie del tumore della prostata sono molteplici:

  • Osservazione in assenza di trattamento, sorveglianza attiva o vigile attesa
  • Chirurgia
  • Radioterapia
  • Ultrasuoni focalizzati ad alta intensità HIFU
  • Chemioterapia
  • Terapia ormonale
  • Una combinazione di queste

Il gold standard è costituito dall’intervento chirurgico di prostatectomia radicale che consiste nell’asportazione completa della ghiandola prostatica, delle vescicole seminali ed eventualmente dei linfonodi loco-regionali. L’intervento può essere eseguito a cielo aperto, in laparoscopia o mediante robot. Le più comuni complicanze dell’intervento chirurgico di prostatectomia radicale consistono nella disfunzione erettile e nell’incontinenza urinaria.

Tuttavia, grazie alla tecnica nerve-sparing, effettuabile solo in alcuni tipi di tumore, che preserva i nervi deputati all’erezione, è possibile salvaguardare, parzialmente o totalmente, sia la continenza urinaria che l’erezione.

La radioterapia rappresenta la terapia di scelta nei casi di malattia localmente avanzata o avanzata e in caso di pazienti non operabili. La sopravvivenza a distanza di 10 anni impiegando dosi standard è intorno al 15-30%. Gli insuccessi della radioterapia possono dipendere dal massa o volume iniziale del tumore o al possibile interessamento linfonodale al momento della terapia. Con le nuove tecnologie è possibile aumentare la dose ricevuta adattando la forma del raggio (radioterapia conformazionale) e somministrare dosi maggiori di radioterapia senza aumentare la tossicità per i tessuti normali circostanti, evitando gli effetti collaterali (cistite e proctite attinica).

La terapia ormonale rappresenta il trattamento di scelta per i pazienti con malattia avanzata. I nuovi farmaci anti-androgeni   consentono una ottimale modulazione della terapia con elevate percentuali di successo nel controllo a lungo termine della malattia. Sono attualmente disponibili diversi farmaci per ottenere una deprivazione androgenica:

  • castrazione farmacologica (estrogeni, agonisti dell’LH-RH);
  • blocco androgenico : antiandrogeni puri, antiandrogeni steroidei;
  • blocco androgenico totale (associazione di agonisti dell’LH-RH ed antiandrogeni)

Sarà molto importante seguire il paziente con un follow-up che consiste nella valutazione periodica dei valori del PSA e visite di controllo con eventuali esami diagnostici. Se avremo un rialzo del PSA avremo a disposizione approcci terapeutici come la radioterapia locale, la terapia ormonale o la loro associazione.

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