Prof. Giovanni Alei - Attività di Ricerca
• Nuova tecnica di vasovasostomia nel paziente vasectomizzato

Gli autori che hanno affrontato il problema della vasovasostomia nell'uomo vasectomizzato che desidera tornare ad essere fertile, si sono trovati di fronte a difficolta di diverso tipo. Una delle maggiori difficolta tecniche la si riscontra laddove, datando la vasectomia diversi anni, si e avuta, a causa di un'importante vis a tergo, una notevole dilatazione del lume del moncone prossimale; a fronte di questa dilatazione esiste altres^ una diminuzione di calibro del moncone afferente a livello del quale si e avuta una ipotrofia delle fibrocellule muscolari lisce, causata dal mancato passaggio in esso del liquido epididimario (fig. 1). La difficolta consiste appunto nell'anastomizzare il moncone afferente (di grosso calibro) con il moncone efferente (di piccolo calibro).

 

FIG. 3. - Splint in nylon e primo punto di anastomosi.

La tecnica proposta (ALEI e coil.) puo essere dunque usata nei casi in cui i calibri dei due monconi, prossimali e distali, del deferente siano tali da impedire un'anastomosi termino-terminale secondo le tecniche usuali ma da permettere invece un'anastomosi per inosculazione. Due pazienti, uno vasectomizzato da 16 anni e uno da 6 anni, sono stati sottoposti ad intervento di anastomosi secondo questa nuova tecnica avvalendoci del-l'uso di lenti d'ingrandimento. Dopo preparazione dei monconi (fig. 2) viene passato uno splint in nylon n. 2 intraluminale che fa da tutore. Il primo punto (in Prolene atraumatico 7-0) entra a 4 mm dal margine del moncone prossimale e, attraversando la parete a tutto spessore, fuoriesce dal lume, entra nel lume del moncone distale e a circa 2 mm dal margine di incisione fuoriesce attraversando ancora la parete a tutto spessore, rientra attraverso il lume del moncone prossimale e ne fuoriesce attraversando la parete a 2 mm dal margine libero (fig. 3). Abbiamo usato tre punti staccati, secondo la modalita descritta, a 120° uno dall'altro (fig. 4), questi tre punti messi per cos^ dire « a carrucola », vengono tesi contemporaneamente e il moncone prossimale entra per inosculamento nel distale (fig. 5).

A seconda delle situazioni riteniamo che si possano usare quattro punti anziché tre e che si possano aggiungere dei semplici punti di sutura per meglio ribattere la sierosa del moncone distale sulla sierosa del prossimale, per diminuire la possibilita di fuoriuscita di liquido seminale con conse-guente formazione di un granuloma spermatico. Lo splint viene rimosso subito dopo aver effettuato la sutura in quanto, essendo i punti in prolene per un tratto intraluminali hanno essi stessi funzione di tutore.

In entrambi i pazienti gli spermiogrammi di controllo a 6 mesi erano nei limiti inferiori della norma. La tecnica descritta necessita ovviamente di ulteriori verifiche ed in tal senso ci proponiamo di applicarla con l'uso del microscopio operatore, sia per altri pazienti da ricanalizzare, sia su animali da esperimento, valutando con questi ultimi anche la variante con splint.

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