Prof. Giovanni Alei - Attività di Ricerca
• La diagnosi dell'impotenza: coeundi di origine organica

L'impotentia coeundi riconosce nella sua patogenesi in maggior parte cause psichiche, ma e pur vero che esistono patologie organiche responsabili di tale disfunzione, talvolta come sole cause scatenanti. La complessità del fenomeno dell'erezione, in cui concorrono numerosi fattori, da quello psichico a quello neuro-ormonale, da quello vascolare a quello muscolare, comporta un'altrettanto complessa e accurata fase di indagini diagnostiche al fine di evidenziare la causa, o spesso le diverse cause, della patologia in questione. Sottolineiamo l'importanza di questa fase diagnostica che solo se ben condotta porterà ad un corretto approccio terapeutico.

Esistono svariate metodiche di indagine, da quelle più usuali a quelle più sofisticate:

1) Il semplice esame obiettivo del paziente permette, talvolta senza dover ricorrere a ulteriori indagini, di evidenziare malformazioni anatomiche: fimosi, frenulo corto, criptorchidismo, ipotrofie testicolari gravi, placche di Induratio Penis Plastica, ecc.

2) I normali esami di routine deI sangue con i dosaggi ormonali permetteranno di avere un quadro generale delle condizioni endocrine, metaboliche, ecc. Si evidenzieranno quindi eventuali deficit endocrini, dismetabolismi, dislipidemie, ecc.

3) Il fallogramma e un'indagine estremamente semplice, ma che e di grande aiuto nella diagnosi diffe. renziale tra impotentia organica e psicogena. Consiste nella registrazione su carta (v. Fig. 1) delle variazioni del volume penieno durante il sonno (ricordiamo che nell'uomo la fase R.E.M. del sonno e accompagnata da erezioni spontanee). Tale registrazione viene fatta con l'ausilio di un anello elastico contenente mercurio posto alla radice del pene (v. Fig. 2): modificandosi il calibro del pene durante il sonno si allunghera conseguentemente l'anello assottigliandosi; l'assottigliamento del conduttore costituito dal mercurio provochera una variazione di resistenza al passaggio della corrente attraverso il mercurio stesso; le variazioni del passaggio di corrente rilevate dall'amperometro del fallografo verranno tradotte in un tracciato che viene appunto definito fallogramma.

Un fallogramma che nell'arco di tutta la durata del sonno notturna risulti piatto dimostrera quindi inequivocabilmente una patogenesi organica.

Il fallogramma permette inoltre una valutazione non solo quantitativa, ma anche qualitativa della erezione, cioe permette di prendere in considerazione anche fattori come l'entità e la durata dell'erezione stessa, elementi molto importanti soprattutto in quei casi cosiddetti borderline in cui l'erezione e compromessa solo in parte. In questi casi il fallogramma risulta determinante nel valutare il tipo di deficit erettivo e la sua reale entità. 4) L'Indagine Doppler (v. Fig. 3) permette di valutare l'eventuale esistenza di cause vascolari di impotenza.

E un esame che viene eseguito sulle arterie peniene, sulle arterie iliache e su quelle femorali e che permette, tramite l'uso di ultrasuoni, di

valutare l'entità del flusso ematico delle arterie in questione, tale flusso viene registrato su carta mediante un grafico (v. Fig. 4).

In particolare si indagano le due arterie dorsali del pene repertando le sia alla radice del pene stesso (v. Fig. 5) che a livello del solco balanoprepuziale, quindi si repertano le due arterie cavernose e l'arteria bulbouretrale sulla superficie ventrale del pene. Se l'esame eviden ziera una diminuzione di tale flusso si potra documentare una arteriopatia responsabile del deficit erettivo.

 

 

Si potrà inoltre stabilire la sede della lesione, la sua entità e il grado di correggibilità chirurgica.

5) La Rx Cavernosografia (v. Fig. 6) consiste in una visualizzazione radiografica dei corpi cavernosi, del Plesso di Santorini e del sistema vascolare venoso interessato nell'erezione, mediante introduzione di un mezzo di contrasto. Il mezzo di contrasto (m.d.c.) viene iniettato tramite un ago infisso in uno dei due corpi cavernosi all'altezza del solco balanoprepuziale. Generalmente e sufficiente iniettare

Un altro elemento da considerare nell'Indagine Doppler e l'indice di pressione peniena (I.P.P.). Con un piccolo manicotto si rileva la pressione sistolica delle arterie dorsali del pene, quindi si misura la pressione delle arterie omerali e si calcola il rapporto tra pressione dorsale e pressione omerale, il cui valore (che in condizioni fisiologiche oscilla tra 0,85 e 1) costituisce l'indice di pressione peniena.

il m.d.c. in uno solo dei corpi cavernosi dato che, esistendo un'ampia comunicazione attraverso il setto mediano, si ottiene, così facendo la visualizzazione dell'intero tessuto cavernoso. Questa metodica risulta quindi di valido aiuto nell'evidenziare alterazioni anatomiche dei corpi cavernosi e alterazioni vascolari del sistema venoso refluo. Inoltre permette di localizzare placche di Induratio Penis Plastica e nel caso, per fortuna raro, di neoplasie del pene, di valutarne l'estensione.

 

6) Vi sono inoltre ulteriori indagini nella valutazione diagnostica delle cause organiche d'impotenza di cui accenneremo soltanto, dato che sono esami più raramente utilizzati: essi sono l'indagine elettromiografica e la velocità di conduzione nervosa che danno la possibilità, rispettivamente, di valutare le manifestazioni muscolari e nervose implicate nel processo dell'erezione, ciò al fine di valutare eventuali deficit neurologici. 7) Per ultimo ricordiamo l'arterioangiografia che permette di visualizzare la vascolarizzazione addominopelvica e quindi le eventuali vascolopatie esistenti. Ricordiamo che l'arterioangiografia, per la sua invasività, e una metodica che va utilizzata solo in caso di accertata vasculopatia. Mentre nello screening diagnostico l'Indagine Doppler, per la sua atraumaticità e ripetibilità, è senz'altro da preferire.

In conclusione dopo aver riportato i principali e più importanti esami da compiere per una valutazione corretta delle possibili cause organiche di impotentia coeundi, sottolineiamo come la complessità del fenomeno in questione richieda spesso un approccio multifasico e interdisciplinare che vada ad evidenziare e quindi ad intervenire terapeuticamente su tutte le cause di impotenza, spesso interagenti tra loro.

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