Prof. Giovanni Alei - Attività di Ricerca
• Aspetti psicosessuali di coppie con subfertilita' maschile: indagine relativa a 100 soggetti
Introduzione

Da ormai alcuni anni si e posta l'attenzione sul problema dell'infertilità maschile.

Un'ottica piu ampia di tale condizione permette di indagare, oltre gli aspetti organici e biologici, anche i riflessi psicologici che tale patologia comporta, intendendo con ciò sia eventuali problematiche individuali del soggetto responsabile della patologia in questione, sia una particolare condizione psicologica e relazionale della 'coppia infertile': Il servizio di Andrologia della Clinica Urologica dell'Università di Roma ha elaborato un questionario (8) per indagare sulla relazione affettiva della coppia con sub fertilità maschile e sulle eventuali modificazioni della vita sessuale che tale condizione ha prodotto.

Materiali e metodi

Il questionario e stato somministrato individualmente a 65 soggetti maschi afferenti al servizio di Andrologia della Clinica Urologica dell'università di Roma responsabili o corresponsabili di infertilità coniugale. Sono stati esclusi i casi di sterilita accertata, e alcune patologie come per esempio, gravi ipotrofie testicolari, ecc..

I soggetti maschi considerati, tutti coniugati, avevano una età media di 32,2 anni; in 35 di tali pazienti presentatisi alla visita con le proprie partners, il questionario e stato somministrato anche alle donne che avevano un'età media di 28 anni. Gli uomini presentatisi alla visita da soli, seppur coniugati, avevano una storia di subfertilita, cioè un inizio di rapporti intenzionalmente fertili e di esami clinici, mediante pizi lunga rispetto agli uomini presentatisi in coppia, pur avendo la stessa età

Risultati e discussione

Per esigenze di brevità e di sintesi riportiamo i dati relativi ad alcune modificazioni della vita sessuale emerse dalla somministrazione del questionario.

A) Iniziativa sessuale

MODIFICAZIONE DELL'INIZIATIVA SESSUALE

DOPO L'INSORGENZA DEL PROBLEMA SUBFERTILITA'

 

Dall'analisi della tabella vediamo come il 32,6% degli uomini e il 41,4% delle donne riferisce una maggiore iniziativa sessuale da parte dell'uomo dopo l'insorgenza del problema subfertilità I dati degli uomini, sia con partners che presentatisi da soli, sono stati uniti in quanto erano perfettamente sovrapponibili.

B) Piacere sessuale

Il piacere sessuale in genere, cioè di tutta la risposta sessuale, viene riferito dal 17,4% degli uomini come diminuito, solo il 2,1% lo riferisce aumentato, e l'80,5% invariato.

Le donne nella stragrande maggioranza 93,12%, lo riferiscono invariato, solo il 3,44% lo riferisce aumentato, e un altro 3,44%o diminuito. Anche in questo caso i dati degli uomini sono stati uniti in quanto perfettamente sovrapponibili.

 

MODIFICAZIONE DEL PIACERE SESSUALE GENERALE
DOPO L'INSORGENZA DEL PROBLEMA SUBFERTILITA'

 

 

MODIFICAZIONE DELLA FREQUENZA DEI RAPPORTI SESSUALI
DOPO L'INSORGENZA DEL PROBLEMA SUBFERTILITA'

 

C) Frequenza dei rapporti

Dall'analisi della tabella emerge una differenza di risposta tra gli uomini presentatisi da soli (U.S.) e gli uomini in coppia (U.C.).

Il 27.7% degli U.S. riferisce la frequenza dei rapporti come diminuita. Negli uomini in coppia invece, 18,396, riferisce una diminuzione e il 12,5% un ,,z cento della frequenza.

Le risposte delle donne sono molto simili a quelle dei loro partners; abbiamo il 6,89% che riferisce una diminuzione e il 13,79% che riferisce invece un aumento.

Ricordiamo che gli US. hanno rispetto agli UC. una storia di subfertilità più lunga. Questo potrebbe motivare anche il fatto che gli US. si sono presentati alle visite senza la partner; cioè, in altri termini, si può ipotizzare che inizialmente il problema viene vissuto maggiormente dalla "coppia" che e portata ad affrontare le visite, gli esami clinici "insieme" : Con il passare del tempo questa comune motivazione man mano si esaurisce, lasciando il maggior peso del problema al soggetto responsabile dell'infertilità. I dati emersi dall'analisi delle tabelle, uniti al fatto che i rapporti sessuali vengono riferiti come concentrati nel periodo dell'ovulazione della donna, possono stare ad indicare che la condizione di sub fertilità porta la coppia in genere a finalizzare la sessualità prevalentemente o completamente alla riproduzione, condizionandone la spontaneità e la piacevolezza.

Il maschio può vivere soprattutto tale condizione con sensi di colpa e di inferiorità che lo portano da una parte ad assumere maggiormente l'iniziativa, e dall'altra a vivere l'attività sessuale meno piacevolmente. Di conseguenza, il soggetto sub fertile potrà, con il passare del tempo, andare incontro ad una certa astenia sessuale con diminuzione della frequenza dei rapporti e ad una seria di ansie e pregiudizi riguardo anche alla propria virilità che verrà vissuta come minacciata. Ricordiamo come tuttora il maschio sia abituato ad uno stereotipo di potenza e virilità, incompatibile con un ruolo negativo nel campo della fecondità, vivendo spesso l'una (fecondità) come indice dell'altra (virilità). Altri Autori hanno riportato in seguito alla condizione di subfertilità, variazioni negative della sessualità di questi pazienti. Cohen (6) riporta che il 25% dei pazienti seguiti per in fertilità riferiva alterazioni della sessualità

Colpi e collaboratori (7) riportano variazioni negative del piacere sessuale e l'insorgenza di vere e proprie disfunzioni sessuali. Per quanto riguarda tale punto, dai dati non e emersa una incidenza elevata di vere disfunzioni. Solo il 5% degli uomini ha riferito, in seguito a tale condizione, dei disturbi saltuari come eiaculazione precoce e deficit erettivi. Quindi questo dato avrà senz'altro bisogno di ulteriori verifiche.

Conclusioni

Sulla base dei dati emersi possiamo dire che la condizione di subfertilità può influenzare negativamente la sessualità, soprattutto per quanto riguarda la diminuzione del piacere sessuale, finalizzando il rapporto esclusivamente alla procreazione.

A tale proposito quindi riteniamo estremamente importante indagare seni

informazione e, se necessario, una vera e propria consulenza psicologica al fine di evitare ulteriori problematiche a questa condizione gia di per se altamente complessa.

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