Prof. Giovanni Alei - Attività di Ricerca
• Comportamento sessuale del paziente affetto da adenoma prostatico
Summary

Longitudinal studies were performed on sexuality in 60 elderly patients with prostatic adenorna in the attempt to reveal possible correlations between this widespread disease and sexual behaviour. A carefully prepared questionnaire was employed during patient interview.

Data obtained indicate that it is not so much the disease under consideration that negatively influences sexuality in the patients interviewed, but rather other sociocultural variables, deep set in the patients themselves, and, in particular, in their partners, to which should be added an almost general feeling of resignation and impotence in view of physical deterioration occurring at this age, accepted and inevitable.

L'adenoma della prostata è una delle più diffuse patologie urologiche dell'anziano.

Alcuni Autori riferisicono che circa i 2/3 degli uomini che hanno superato i 50 anni accusano disturbi in relazione all'aumentato volume della prostata.

Tale patologia, che sì manifesta con disturbi minzionali di varia entità, può influenzare notevolmente la sessualità di questi pazienti, sessualità che già di per sé è condizionata da variabili organiche, sociali e culturali. Nella società attuale per svariati motivi (demografici, tecnologici etc.) la popolazione anziana, con la sua presenza in costante aumento, desidera avere un ruolo sempre più attivo sia nell'ambito della comunità che in quello privato.

A questo proposito riteniamo estremamente importante per l'inserimento dell'anziano una soddisfacente vita sessuale, che spesso è stata trascurata dall'indagine scientifica o peggio ancora guardata con incredulità e sospetto.

Scopo di questo lavoro è quello di indagare sul comportamento sessuale dei pazienti portatori di adenoma prostatico e di valutarne le possibili relazioni ed influenze reciproche.

Materiali e metodi

Sono stati intervistati 60 pazienti con adenoma della prostata, di età media di 65,5 anni, tutti coniugati, in parte in cura ambulatoriale presso l'Istituto Policattedra di Urologia dell'Università di Roma e in parte ricoverati presso lo stesso Istituto per accertamenti o in attesa di intervento chirurgico.

Lo studio, secondo un metodo longitudinale, intende rilevare il comportamento sessuale di tali pazienti valutandone sia gli aspetti quantitativi (frequenza dei rapporti, erezione etc.) sia quelli qualitativi (frequenza orgasmica, desiderio etc.).

Tutti questi parametri sono stati messi in relazione alla situazione precedente l'insorgenza della patologia prostatica e al periodo successivo all'insorgenza dei disturbi prostatici.

Sono state prese in considerazione anche le modificazioni date -dalle eventuali terapie farmacologiche e quelle dovute all'intervento di adenomectomia, qualora avvenuto.

Risultati

Frequenza dei rapporti (Tab. n. 1).

La frequenza dei rapporti mostra una progressiva diminuzione con l'insorgenza della patologia prostatica. Notiamo che 1'80% dei pazienti aveva in precedenza una frequenza di più volte alla settimana e solo il 3,3% non aveva rapporti. Con l'insorgenza dei disturbi prostatici tale frequenza diminuisce e solo il 33% mantiene una frequenza settimanale o bisettimanale e ben il 13,3% riferisce di non avere più rapporti sessuali. Sempre per quanto riguarda la frequenza dei rapporti, il 26,6% dei pazienti intervistati aveva praticato terapia farmacologica (in prevalenza antibiotici e disinfettanti) ottenendo alcuni miglioramenti della sintomatologia prostatica, ma con scarse modificazioni dell'attività sessuale.

 

Tab. 1

 

Solo un paziente che aveva praticato 2 cicli di Ciproterone Acetato ha riferito perdita di erezione e libido con conseguente assenza di rapporti.

16 stato intervistato un solo paziente che aveva subito l'intervento di adenomectomia (ricordiamo che le interviste si sono svolte con pazienti in cura ambulatoriale o ricoverati in attesa di accertamenti o intervento).

Questo paziente, a distanza di un anno dall'intervento, riferiva una diminuzione della frequenza dei rapporti rispetto al periodo antecedente all'operazione (da meno di un rapporto a settimana a meno di un rapporto al mese).

Frequenza orgasmica (Tab. n. 2)

Prima della patologia prostatica l'80% dei pazienti riferisce di raggiungere sempre l'orgasmo, il 13,3% di raggiungerlo in più della metà dei rapporti, il 6,6% in meno della metà dei rapporti; con l'insorgenza dei disturbi prostatici il 60% continua a raggiungere sempre l'orgasmo, il 20% lo raggiunge in più della metà dei rapporti, il 16,6% in meno della metà dei rapporti e il 3,3% riferisce di non raggiungerlo mai. Anche per questa variabile i pazienti che avevano effettuato una terapia medica non hanno riferito modificazionì, tranne chi aveva assunto Ciproterone Acetato che riferiva una netta riduzione della propria frequenza orgasmica. Il paziente intervistato a un anno dall'intervento non riferiva variazioni di nessun genere.

Tab. 2

 

Giudizio sull'erezione (Tab. n. 3)

L'erezione nei pazienti intervistati è stata riferita come soddisfacente dall'83,3%, incompleta dal 10%, variabile dal 3,3% ed assente da un altro 3,3%. Dopo l'insorgenza dei disturbi a carico della prostata solo il 46,6% si ritiene ancora soddisfatto della propria erezione, il 19,9% la ritiene incompleta, il 30% variabile e infine il 3,3% che già l'aveva riferita assente conferma la risposta. Tra i pazienti sottoposti a terapia medica solo il paziente che aveva effettuato i cieli con Ciproterone Acetato ha riferito una pressoché scomparsa dell'erezione. Alcuni pazienti hanno riferito, con l'insorgenza dei disturbi prostatici, un aumento dell'erezione al risveglio. Il paziente intervistato ad un anno dall'intervento non ha riferito variazioni nell'erezione mantenutasi variabile.

Tab. 3

 

Giudizio soggettivo sulla durata del coito (Tab. n. 4)

L'eiaculazione viene riferita come normale dall'80% dei pazienti, precoce dal 16,6% e ritardata dal 3,3%.

Dopo l'insorgenza dei disturbi prostatici il 60% la riferisce ancora normale, il 33,3% precoce, il 3,3% ritardata ed infine il 3,3% la definisce variabile. Il paziente che aveva assunto Ciproterone Acetato ha riferito eiaculazione spesso assente per diminuzione dell'erezione ed assenza di desiderio. Il paziente che aveva subito l'adenomectomia giudicava come molto fastidiosa la mancanza di eiaculazione.

Tab. 4

 

Desiderio sessuale (Tab. n. 5)

Il desiderio sessuale viene riferito nel periodo antecedente ai disturbi prostatici come conservato ed inalterato nel 70% dei pazienti, il 26,6% lo riferisce come diminuito e un 3,3% come assente.

Durante la patologia prostatica il 60% lo mantiene inalterato il 36,6% lo riferisce diminuito e nel 3,3% rimane assente. Anche per questo parametro la terapia con Ciproterone Acetato ha provocato una fortissima riduzione del desiderio, come riferito dal paziente stesso, fino a ridurlo pressoché assente. Nel paziente ad un anno dall'intervento il desiderio sessuale si è mantenuto costante senza subire variazioni.

Tab. 5

Conclusioni

Il gruppo di pazienti intervistati ha riferito, con l'insorgenza di disturbi a carico della prostata, una diminuzione dell'attività sessuale nelle sue varie componenti (riduzione della frequenza, diminuzione dell'orgasmo, del desiderio sessuale etc.). Riteniamo opportuno sottolineare come la totalità dei pazienti intervistati ha fatto riferimento come causa della diminuzione dell'attività sessuale non già ai disturbi prostatici di cui soffriva, ma all'età o meglio alla vecchiaia. Vecchiaia vissuta come un peso ineluttabile e da cui quasi necessariamente consegue un deficit della sessualità.

Siamo d'accordo con Abraham quando afferma come spesso gli anziani «si considerino troppo facilmente colpevoli dinanzi ai loro desideri erotici... disposti, con un'accondiscendenza persino eccessiva, ad assumere il ruolo eventuale dell'impotente».

Un altro aspetto degno di essere considerato ed approfondito come concomitante nel determinare questa diminuzione dell'attività sessuale sembra essere la monotonia del rapporto e l'atteggiamento delle mogli dei soggetti intervistati. Nel corso delle interviste più volte le partners sono state indicate come un freno ai propri desideri e approcci sessuali sia con il comportamento verbale che non (gesti di diniego, scarso interesse durante il rapporto stesso, rifiuto a variare il rapporto).

In conclusione da questi dati emerge come nello studio della sessualità dell'anziano e per una sua maggiore conoscenza e importante tener conto di tutte le variabili: organiche, psichiche, sociali e culturali.

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