Prof. Giovanni Alei - Attività di Ricerca
Prime acquisizioni sull'ecotomografia dei testicolo

Data la nota capacità di distinguere con l'ecografia le masse solide dalle cistiche, soprattutto nei tessuti molli e nei parenchimi, anche la patologia del testicolo si giova di questo presidio diagnostico. Le prime applicazioni non sono certamente di oggi ma nemmeno molto lontane e, comunque, la letteratura specializzata è relativamente povera.

I moderni apparecchi «B scan» con scala dei grigi consentono di distinguere con relativa facilità le diverse strutture contenute nello scroto e, di conseguenza, le loro eventuali anormalità.

Data la estrema mobilità dello scroto e del suo contenuto, non esiste una metodica schematizzata per eseguire le scansioni, così come non esistono precisi punti di repere da marcare nei sonogrammi.

In genere il paziente giace supino con le cosce divaricate e lo scansionatore afferra il testicolo in esame con la mano sinistra ed il transduttore con la destra. Come per tutte le scansioni occorre applicare alla cute dello scroto un mezzo di contatto (gel, olio minerale) che elimini la possibile presenza di bolle d'aria interposte. Va da sé che l'esame completo richiede scansioni longitudinali e trasversali.

Contrariamente a quanto detto in alcuni articoli l'ecotomografia dello scroto, per la nostra esperienza, non è semplicissima e rapidissima; ci riferiamo in particolare alla esplorazione di piccole tumefazioni soprattutto se epididimarie; in questi casi, sempre per la mobilità di queste strutture, può rendersi necessario l'aiuto di una seconda persona. Per completezza dirò che da altri AA. è stato proposto di «sospendere» il sacco scrotale inserendo al di sotto di esso un palloncino gonfiato con aria; ciò renderebbe meglio visibile e distinguibile da altre strutture la parete posteriore dello scroto stesso.

Altro sistema proposto, ma di cui non abbiamo ancora esperienza, è quello di immergere lo scroto in una vescica ripiena di acqua la cui transonicità renderebbe le immagini più nitide così come è già stato sperimentato per scansioni di altri tessuti superficiali quali la tiroide e la mammella.

La nostra esperienza si basa su sonogrammi ottenuti con un ecografo Aloka SSI) 120 utilizzando una sonda da 5 MHz; trattandosi di strutture superficiali questa sonda consente una sufficiente penetrazione con il vantaggio di una buona risoluzione che in condizioni ideali scende fino ai 3-4 mm. Solo in casi particolari (grosse tumefazioni, ricerca profonda di testicoli ritenuti) si dovrà ricorrere alla sonda da 3,5 MHz ed, eccezionalmente a quella da 2,25 MHz.

L'ecotomografia testicolare trova applicazione non solo da un punto di vista diagnostico, ma anche prognostico nel valutare sia certe diagnosi differenziali altrimenti di difficile attuazione, sia l'evoluzione di alcune patologie.

Lo studio ultrasonico di un testicolo normale dimostra sul monitor delle apparecchiature B-scan le caratteristiche di un organo a contenuto solido; si osserva una serie di echi di media intensità, uniformi, che nell'insieme ne configurano l'immagine.

 

Tabella 1

 

Abbiamo detto che la rappresentazione del testicolo è costruita da una serie di echi uniformi di media intensità; ma altri AA. potrebbero dire che il parenchima testicolare risponde con echi forti; in realtà nessuno è in errore perché la quantità della forza degli echi riflessi dal parenchima dipende da tanti fattori sia locali (come dimensioni patologiche) sia dalle caratteristiche dell'apparecchiatura usata, sia ancora dal «setting» impiegato per la scansione e precisamente mi riferisco al livello di guadagno, alla curva del guadagno nonché alla quantità dell'attenuazione e del rigetto di echi.

In definitiva ogni ecografista predispone la macchina in modo da ottenere le immagini che ritiene migliori sulla base della propria esperienza. I sonogrammi ottenuti contengono informazioni circa i confini, ossia le tuniche ed il setto (ispessimento, frammentazione, integrità) e consentono una precisa misurazione dei diametri.

Fig. 1 - Testicolo normale.

La maggiore o minore nitidezza e intensità degli echi forniti dai contorni testicolari e il rinforzo degli echi forniti dal parenchima permettono di dedurre alterazioni anatomiche riconducibili alle varie patologie.

A) Traumatismi: nei traumatismi testicolari è possibile apprezzare dalla irregolarità dei contorni eventuali soluzioni di continuo dell'albuginea e della vaginale, da rinforzo di echi in scansioni seriate del didimo la presenza di ematocele, una eventuale pachivaginalite post-traumatica nonché la presenza di ematomi intraparenchimali e l'eventuale successiva organizzazione ed evoluzione degli ematorni stessi.

Fig. 2 - Idrocele saccato.

Fig. 3 - Idrocele dx.

 

Fig. 4 - Idrocele saccato.

 

Fig. 5 - Cisti della testa dell'epididimo con pachivaginilite.

 

Fig. 6 - Cisti del funicolo.

B) Idrocele: nell'idrocele, per quanto riguarda la presenza di una falda liquida tra vaginale ed albuginea, l'ecotomografia non ha nulla da aggiungere a quanto fornisce la trans-illuminazione; riteniamo tuttavia che tale indagine sia indispensabile nel fornire dei dati in nessun altro modo rilevabili circa l'integrità dell'albuginea e del didimo e quindi circa la possibile natura di tale affezione qualora questa esista. Inoltre esiste, anche se piccola, una percentuale di casi in cui l'ispessimento della tunica impedisce la transilluminazione ed in cui quindi l'ecografia è dirimente.

C) Tumori: nei tumori estremamente vario è il rilevamento ecografico a seconda del tipo di neoplasia. Il rilievo di una sorgente di echi forti soprattutto se a margini irregolari è senza dubbio una immagine che depone per la presenza di una neoplasia; all'interno di essa si può rilevare talvolta qualche zona transonica che può essere descritta come emorragia o necrosi intratumorale. E forse superfluo sottolineare come sia in questi casi indispensabile procedere ad ecogrammi seriati di tutto il testicolo.

 

 

Fig. 7 - Criptorchidismo.

In letteratura molto poco è stato scritto in proposito e la nostra esperienza e ancora insufficiente per poter codificare dei risultati. Tuttavia riteniamo che nel prossimo futuro questa metodica possa essere di grande aiuto nella diagnosi differenziale tra tumori, orchiti, ascessi freddi e cisti.

Fig. 8 - Criptorchidismo.

 

D) Criptorchidismo: il problema della localizzazione del testicolo ritenuto è senza dubbio ridimensionato dall'indagine ecotomografica. Si riesce spesso a visualizzare il testicolo soprattutto quando sia in prossimità del canale inguinale. Qualora il testicolo sia nell'interno del canale, quindi palpabile, il sonogramma è ancora utile in quanto in grado di fornire dei dati circa le dimensioni, permettendo un paragone col testicolo adelfo e seguendo la risposta alle terapie mediche.

Viceversa nel caso di testicoli intraddominali alti, soprattutto se di piccole dimensioni, i risultati non sono molto soddisfacenti sia per l'eco creata dalla parete ossea pelvica sia per la necessità di usare delle frequenze abbastanza basse da poter sfondare il contenuto addominale a discapito del potere di risoluzione dell'immagine.

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