Prof. Giovanni Alei - Attività di Ricerca
• Informazione sessuale e modelli di comportamento del paziente andrologico nella relazione di coppia

Nel Servizio. di Andrologia della Clinica Urologica dell'Università di Roma è in uso costante, da un anno e mezzo circa, la rilevazione della componente psicosessuologica dei pazienti che pervengono al Servizio stesso.

Tale rilevazione è, stata resa possibile dalla compilazione tramite intervista, di una «scheda sessuologica» che affianca e completa la normale cartella clinica. La «scheda sessuologica» permette la raccolta di dati sia per l'anamnesi remota sia per il tipo di attività sessuale nell'attuale relazione di coppia del paziente al momento dell'intervista stessa.

Presentiamo i risultati relativi all'indagine sulla relazione attuale.

Analisi dei dati

Sono stati presi in considerazione,i dati riguardanti la seconda parte della «scheda sessuologica», cioè la relazione attuale, di 150 pazienti di età compresa tra i 19 e i 63 anni con un'età media di 30,38 anni. Di tali pazienti 52 sono convenuti nell'ambulatorio accompagnati dalle rispettive partners. In tali casi le interviste sono state svolte in coppia sempre dalla medesima équipe composta da due psicologi di sesso diverso.

Per; esigenze di spazio vengono presentate solo alcune delle variabili della «scheda sessuologica»; i dati relativi alle rimanenti variabili vera ranno presentati in un successivo lavoro.

Per le variabili considerate, potendo ammettere una loro distribuzione normale, è stato utilizzato il calcolo delle percentuali.

In alcuni casi sono state riportate più risposte alla medesima domanda.

Nella compilazione delle tabelle i tre gruppi di soggetti sono stati indicati con sigle: rispettivamente gli uomini presentatisi da soli con US, gli uomini giunti in coppia con UC e le donne con D.

Per le variabili n. 31 (disturbi dell'erezione), 32 (disturbi dell'eiaculazione), 33 (disturbi del desiderio) è stata calcolata anche la distribuzione di patologia per classi d'età.

Nelle coppie intervistate la risposta alla domanda relativa alla frequenza dei rapporti sessuali si presenta estremamente omogenea con una percentuale massima (76,92%) che dichiara di averli tre volte alla settimana.

Negli uomini presentatisi da soli il tipo di risposta si presenta più eterogenea, il 52% riferisce di averli tre volte alla settimana, il 2,04% più volte al giorno e il 9,18% meno di una volta alla settimana. Riteniamo utile sottolineare che alcuni degli US non avevano al momento dell'intervista una relazione fissa.

Per quanto riguarda la soddisfazione della frequenza coitale gli uomini, sia in coppia che soli, presentano una maggiore insoddisfazione (complessivamente il 25% per ogni gruppo) rispetto alle donne che invece riferiscono un'alta percentuale di soddisfazione.

Il raggiungimento dell'orgasmo si presenta come maggiormente difficoltoso nelle donne rispetto agli uomini. Questo sembrerebbe in contrasto con la tabella precedente in cui le donne si mostrano, più dei rispettivi partners, soddisfatte della frequenza dei propri rapporti. Forse ciò può far ipotizzare che le donne che non raggiungono un piacere completo nel coito non abbiano alcuna intenzione di modificare i propri rapporti per paura di doverne aumentare la frequenza.

Gli US presentano decisamente alcuni problemi rispetto agli UC che si mostrano nella quasi completa totalità pienamente appagati.

Per quanto riguarda la posizione preferita nel coito l'alta percentuale di non rilevato e dovuto all'estrema variazione dichiarata dagli intervistati.

Tra le posizioni preferite comunque l'addomino-addominiale risulta maggiormente scelta (circa 1/3 delle risposte).

Come gia detto nella tabella precedente la posizione varia molto in quanto ne vengono apprezzate più di una, e solo una piccola percentuale (7,69%) per le coppie e 10,20% per gli uomini soli ha dichiarato di non cambiare mai posizione.

 

 

Gli altri tipi di rapporto oltre quello coitale vengono praticati da un'alta percentuale d'intervistati (il 70% complessivamente).

Dalle coppie sono state spesso date risposte diverse, in quanto solo uno dei due era solito praticare sul partner tali rapporti.

1 più diffusi sono stati i rapporti orali e manuali, sia soli che associati ad altri.

Il rapporto anale, tranne una piccolissima percentuale (1,92%), quando e praticato è sempre associato ad altri rapporti.

 

La durata del coito degli US si situa prevalentemente tra i 5 e i 10 minuti (47,95%).

Negli UC vi è una maggiore concentrazione (38,46%) sempre tra i 5 e i 10 minuti ma vi è anche un'alta percentuale (28,84%) tra 1 e 5 minuti.

Interessante vedere la diversità di valutazione data da alcune coppie, con una leggera prevalenza delle donne a valutare la durata del coito minore rispetto al partner.

Complessivamente la durata è ritenuta soddisfacente dagli intervistati con un massimo di insoddisfazione nelle donne (25%).

I disturbi dell'erezione si riscontrano maggiormente negli uomini presentatisi da soli (18,36%) rispetto agli uomini in coppia (9,61%). L interessante notare ancora una volta alcune diversità di risposte nelle donne rispetto al proprio partner e l'alto numero (15,38%) sempre di donne che non ha risposto alla domanda.

I disturbi dell'eiaculazione si presentano maggiormente evidenti sempre negli US. Come per i disturbi erettili vi è un alto numero di donne che non ha risposto alla domanda (21,15 %) e una discrepanza di valutazione nella coppia riguardo l'eiaculazione precoce.

Per quanto riguarda il desiderio sessuale vi è una certa omogeneità in tutti i gruppi intervistati.

Il desiderio viene mantenuto inalterato complessivamente nel 60%.

Nelle donne vi e una leggera prevalenza di riduzione del desiderio, 21,15%, rispetto al 15,38% dei propri partners e al 18,36% degli uomini soli e, viceversa, una leggera diminuzione di aumento del desiderio (13,46%) rispetto sempre ai propri partners (21,15%) e agli uomini soli (15,30).

Dalla Fig. 1 notiamo anzitutto l'età media nettamente più alta 40,12 dei pazienti con disturbi dell'erezione rispetto all'età media totale dei pazienti intervistati 30,38.

La concentrazione dei disturbi aumenta con il progredire dell'età; basti osservare che nel 6% delle persone intervistate tra i 41 e i 45 anni d'età ben 4,6% riferisce disturbi erettili.

Per quanto riguarda i disturbi dell'eiaculazione vi e un'età media (36,95) che, pur rimanendo più alta dell'età media generale, è inferiore all'età dei pazienti con disturbi dell'erezione.

Anche la concentrazione di tale patologia è leggermente differente.

Vi è una maggiore distribuzione tra le varie classi e le età più giovani sembrano risentire maggiormente di tale disturbo pur rimanendo le punte massime comprese tra i 36 e i 40 anni.

I disturbi del desiderio sessuale, rispetto ai precedenti, presentano una inversione di tendenza.

L'età media (34,1) si avvicina all'eta media totale.

La concentrazione e maggiore nelle età più giovani raggiungendo il 6% nella classe tra i 26 e i 30 anni, e poi diminuendo gradatamente.

È interessante notare che nella classe d'età tra i 41 e i 45 anni, che aveva la maggiore affluenza dei disturbi erettili, non vi sono pazienti con disturbi del desiderio.

L'eta tra i 36 e i 40 anni con un 4% dei disturbi del desiderio si colloca al primo posto tra le classi d'età per quanto riguarda i problemi sessuali, disturbi dell'eiaculazione ed erezione compresi.

Conclusioni

Lo studio approfondito della componente sessuologica dei pazienti andrologici risulta sempre più necessario in quanto mette in evidenza dati che altrimenti non sarebbero emersi.

Ricordiamo che in altre ricerche condotte presso il Servizio di Andrologia l'età media dei pazienti con disturbi sessuali riferiti come problema principale risulta notevolmente inferiore all'età media dei pazienti da noi intervistati. Da ciò risulta che molti problemi (per es. i disturbi dell'erezione) vengono, man mano che aumenta l'età, visti come un normale disturbo della senescenza o addirittura dell'andropausa, e quindi risultano soltanto da un'indagine più approfondita.

Da ciò l'importanza di un colloquio, di un momento di verifica e d'informazione sulla sessualità e la comunicazione di coppia, che un Servizio pubblico di Andrologia può e deve offrire agli utenti per aiutarli a vivere la propria sessualità, aspetto determinante nell'educazione e maturazione dell'individuo, nella maniera più completa e felice possibile.

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