Prof. Giovanni Alei - Attività di Ricerca
LE FLOGOSI ASPECIFICHE DELL'APPARATO URINARIO: Considerazioni sulla base delle più recenti metodiche diagnostiche radiologiche

Le flogosi dell'apparato urinario rappresentano un capitolo molto importante per la patologia di tutto, il sistema Urogenitale, sia per la frequenza delle malattie flogistiche stesse, sia per i numerosi motivi eziopatogenetici che le determinano, che per l'ampia e necessaria varietà dei mezzi di indagine diagnostica.

Infatti, oggi non è più possibile fare una diagnosi di affezione renale, senza aver prima esperito i vari metodi di indagine come quelli di laboratorio e radiologici.

Non tanto per l'impossibilità di diagnosi clinica, la quale ovviamente dipende dalla preparazione e dalla esperienza del Medico, quanto per avere una documentazione ben precisa da cui può risultare con esattezza se la lesione infiammatoria è primitiva o secondaria ed in quest'ultimo caso. di identificarne con precisione i motivi.

Dalle indagini più banali e convenzionali, sia di laboratorio che radiologiche, si è giunti in questi ultimi tempi a metodi di studio particolarmente sofisticati e precisi, che però non possono essere utilizzati per ogni tipo di processo infiammatorio dell'apparato urinario.

Ciò, perché con la sola indagine standard si può a volte arrivare ad una conclusione diagnostica; inoltre sarebbe oltremodo dispendioso ed a volte dannoso per i pazienti, praticare accertamenti particolarmente sofisticati per avere un risultato, che si differenzierebbe di poco da quello ottenuto con semplici esami tradizionali.

A questo proposito ci riferiamo, in particolar modo, agli accertamenti radiologici.

Essi infatti, in queste malattie, presentano, una vasta gamma di metodiche che, come detto, vanno utilizzate caso per caso e soprattutto in rapporto al tipo, di malattia di cui si sospetta portatore il paziente in causa.

La metodica di indagine più comune e quella preliminare è l'esame urografico, in tutte le sue varie fasi.

Infatti. l'accertamento radiografico va praticato prima con l'esame diretto, poi con la urografia. infine con lo studio della vescica (cistografia da eliminazione).

Da questo esame tradizionale discendono tutti gli altri accertamenti, sia radiologici che non, semplici e strumentali.

In genere, si può affermare che per tutte le alterazioni relative alle vie escretrici vere e proprie, l'esame di elezione è quello che permette una opacizzazione completa delle vie stesse, dando perciò la possibilità di sorprendere alterazioni fini, percepibili solo con un esame urografico particolarmente accurato.

Per quanto riguarda invece le alterazioni interessanti il parenchima renale o gli spazi ed i tessuti circostanti l'apparato urinario, nonché eventuali processi diffusivi, si ritengono utili, oltre la preliminare urografia, anche quegli accertamenti che permettono di reperire la esistenza di zone neoformate, sia solide che liquide, sia benigne che maligne, sia localizzate all'apparato urinario, che sconfinanti dallo stesso.

Circa le malattie infiammatorie primitive, l'esame urografico è quello che ci risolve ogni quesito diagnostico, in particolar modo per quelle flogistiche più elementari, come la pielite, la papillite. le lesioni ureterali, le cistiti e le uretriti.

Per quanto riguarda le lesioni infiammatorie occupanti spazio, sia intra che extra urinarie, oltre all'indagine urografica si possono e si debbono praticare gli altri accertamenti più complessi e con indirizzo morfologico, come la ecografia, la scintigrafia e il tac. Solo in rari casi questi possono essere integrati dall'arteriografia.

Un'ultima metodica moderna non strettamente radiologica, ma ugualmente importante per la ricerca dei fatti infiammatori, è rappresentata dalla termografia.

Questa, come è noto, è una indagine basata sulla ripresa fotografica di mappe termiche di un organo o di parti di esso, sulla base e sulla intensità della quale si può stabilire se il paziente è affetto da un processo, infiammatorio, neoplastico, o displasico.

Questa risulta essere la meno lesiva, in quanto non strettamente radiologica, ma con uguale risultato funzionale.

Va praticata per lo studio dei reni in soggetti magri o per quello della prostata e dell'uretra.

Per quanto riguarda la descrizione analitica degli aspetti radiografici, rimandiamo a quanto già scritto retro.


Fig.1 Urostratigramma: pielite bilaterale Si riscontra ipertonia di entrambe le cavità caliceali ed in particolar modo dei colletti, con piccoli esiti cicatriziali a sinistra


Fig.2 Urostratigramma: pielite ds. Si osserva modico edema delle papille caliceali, prevalente in quelle inferiori che sono anche modicamente ipotoniche


Fig. 3 Urostratigramma: pielite bilaterale. Tipica e netta evidenza del segno di Hutter


Fig. 4 Urostratigramma: papillit, destra con elisione dei calici del gruppo superiore. Il colletto presenta una stenosi regolare puntiforme, piccola cicatrice sul margine corrispondente del rene. Nulla all'uretere


Fig. 5 A) Urografia: questo caso dimostra l'aspetto differenziale fra una papillite aspecifica ed una tipicamente specifica. In quest'ultima infatti (B) si riscontra, oltre una lieve irregolarità del calice eliso, con ipotonia di tutto l'uretere omolaterale, la stenosi dello stesso in sede iuxta-vescicale


Fig. 6 A) Urografia: papillite destra Si riscontra marcata ectasia del calice superiore ed ipertonia di un altro calice secondario B) Urografia: papillite sinistra Si osserva una piccola lesione ulcerativa a carico del calice inferiore di sinistra


Fig. 7 - Urostratigramma: pielonefrite bilaterale Si osserva scarsa rappresentazione delle cavità pieliche con concentrazione del mezzo di contrasto sensibilmente ridotta. Non esiti cicatriziali


Fig. 8 - Urografia: pielonefrite bilaterale Scarsa rappresentazione dei calici che sono piuttosto spastici, ipertonici. Concomitano grossolani esiti cicatriziali sui contorni renali


Fig. 9 Vedi figura 8


Fig. 10 Urografia: pielonefrite sinistra da reflusso vescico ureterale completo Concomita una cospicua ectasia dell'uretere corrispondente. Il reflusso è stato accertato in sede di cistografia retrograda


Fig. 11 Urografia: fibrosi retroperitoneale bilaterale idiopotica Si riscontra deviazione di entrambi gli ureteri che risultano fortemente lateralizzati. Modica urostasi a destra. Rallentata eliminazione ed ectasia ureteropielica a sn.


Fig. 12 Pielografia sa.: ascesso renale sn. in Paziente portatore di doppio distretto Penale Si riscontra la presenza di una grossa raccolta pionefrotica nel rene di sinistra con esclusione funzionale di tutte le cavità pieliche del distretto renale inferiore. Deviazione mediale, da compressione. dell'uretere


Fig. 13 Pielografia sinistra Ureterite sinistra: si riscontra ipertonia ed irregolarità di tutto l'uretere di sinistra che appare anche segmentariamente spastico


Fig. 14 Urografia: ureterite specifica Da questo caso risulta chiaramente la differenza morfologica e funzionale tra i due tipi di flogosi; in questa specifica, si riscontra una Ipotonia diffusa di tutto il viscere con diffusi tratti stenotici, nonché stenosi tipica a punta di matita nel tratto iuxta vescicale dell'uretere stesso


Fig. 15 Urografia: ureterite bilaterale asso. ciata a pielonefrite di marcata entità


Fig. 16 Pielogralia transpielostomica bilaterale Ureterite sinistra con particolare localizzazione nel fuso pelvino. La Paziente è portatrice di pielostomia. bilaterale, che tuttavia è indipendente dalla diagnosi di flogosi riferita


Fig. 17 Cistografia da eliminazione: cistite aspecifica Si osserva vescica bene opacizzata. di forma normale, ipertonica, con plicatnra . ucosa sensibilmente marcata


Fig. 18 Cistografia retrograda Si osserva vescica bene opacizzata, piuttosto ipertonica, con plicatura mucosa accentuata


Fig. 19 Esame radiografico diretto della regione vescicale Si osservano microcalcificazioni diffuse sulla sede presumibile della vescica. La P. infatti è affetta da cistite interstiziale incrostata


Fig. 20 Cistografia da eliminazione Stesso caso: non si intravedono le microcalcificazioni riscontrate all'esame diretto. La vescica presenta tuttavia un aspetto fortemente contratto, con marcate irregolarità margina li, da plicatura mucosa


Fig. 21 Cistografia da eliminazione P. monorene sn, che non presenta alterazioni nel distretto renale superiore. La vescica dimostra gli esiti di pregresso intervento operatoria; è attualmente soddisfacentemente rappresentata e funzionante


Fig. 22 Cistouretrografia minzionale: uretrite Si osserva buona rappresentazione dell'uretra, che tuttavia è fortemente ipertonica in tutto il suo decorso


Fig. 23 Cistouretrografia minzionale: flogosi evidente del verum montanum (montanite) Si osserva buona rappresentazione dell'uretra con lieve stato spastico nel tratto prostatico. Il verum montanum è marcatamente ectasico


Fig. 24 Cistouretrogralia retrograda. Uretrite cronica Si osserva soddisfacente rappresentazione dell'uretra che presenta un marcato stato di rigidità in tutto il suo decorso, con tratti stenotici e modicamente ectasici (tipico aspetto a corona di rosario). Mette in evidenza inoltre, piccoli stravasi di mezzo di contrasto nel tratto bulbare e reflusso dello stesso in quello prostatico. Si intravede addirittura la parziale opacizzazione della prostata


prostata

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