Prof. Giovanni Alei - Attività di Ricerca
• Aspetti morfologici e biochimici del liquido seminale nei pazienti con varicocele idiopatico

Nel 1952 Tulloch segnalò per primo la possibilità di restaurare la fertilità dopo l'intervento per varicocele. Successivamente la letteratura si arricchì di nuovi lavori tutti rivolti ad evidenziare i benefici effetti della varicocelectomia sulla spermatogenesi (Mac Leod, 1965). Va sempre a Mac Leod 11 1964) il merito di aver poi studiato l'aspetto caratteristico dello sperma di soggetti con varicocele; aspetto che a suo avviso, si manifesta in una oligozoospermia, una diminuzione della motilità nemaspermica, un aumento percentuale delle atipie a carico degli spermatozoi che l'autore descrisse come « Seminal stress syndrome ». L'importanza del varicocele nella sterilità è stata sottolineata da Cowart (1967) che in un ampia casistica descrive come nel 300o dei casi di varicocele esistano problemi di sterilità. Su la base di queste interessanti premesse e alla luce del fatto che numerosi autori confermano l'assenza di relazione tra entità di varicocele ed eventuali alterazioni del liquido seminale, ci siamo proposti di studiare le caratteristiche, seminologiche morfo-biochimiche di un gruppo di pazienti infertili in cui il varicocele idiopatico era l'unica patologia in atto. Riteniamo, infatti, che una esatta interpretazione dello spermiogramma possa permettere di evidenziare una “sofferenza” da varicocele e di indirizzare all'intervento anche quando il riscontro obiettivo fosse quello di una semplice varicosità.

MATERIALI E METODI
Sono stati studiati 70 pazienti infertili affetti da varicocele idiopatico selezionati sulla base delle seguenti caratteristiche: a) fisiologica vis e libido;, b) fisiologico sviluppo dei caratteri sessuali primari e secondari; e) partner apparentemente normale.

I valori di controllo sono quelli già riportati in un nostro precedente lavoro. Dondero (1977): a) Volume-Valore normale di riferimento 1 - 5 ml; b) Viscosità; c) Fluidificazione; d) Concentrazione nemaspermica: normozoospermia > 50 X 10^6/ml. Valore borderline 30-50 X 10'/ml.; - oligozoospermia < 30 X 10^6/ml. (Conta in camera di Thoma Zeiss); e) Motilità nemaspermica alla seconda ora 60%. (Osservazione al microscopio con giudizio positivo sulla vivacità e progressione); f) Morfologia nemaspermica > 70% di elementi tipici. (Colorazione di Papanicolau); g) Leucociti v.n < 30.000/ml; h) Presenza di zone di spermioaggIutinazione. Il liquido seminale è stato raccolto dopo un periodo di astinenza di 3-5 giorni in capsula di Petri sterile. Si è inoltre provveduto ad un esame colturale dell'eiaculato, secondo modalità tecniche già pubblicate (Vercelloni e coll., 1977), onde escludere la presenza di una infezione cronica clinicamente silente a carico del tratto genito-urinario.

  1. Sono stati anche studiati i seguenti indici biochimici seminali:

  2. fosfatasi acida (V.N. 100 - 800 U/ml) (Dondero e coll., 1974);

  3. fruttosio (V.N. 155 - 455 mg%m1) (Dondero e coll, 1970);

  4. acido citrico (V.N. 350 - 670 mg%m1) (Dondero e coll., 1972);

  5. fosfatasi alcalina (V.N. 40 - 190 U/ml) (Dondero e coll., 1974).

Risultati

I risultati da noi ottenuti possono essere così schematizzati:

Volume dell'eiaculato

Nel gruppo patologico non si evidenziano modificazioni significativo del volume medio dell'eiaculato rispetto al gruppo di controllo.

Viscosità

Nel 26,6% dei soggetti con varicocele la viscosità è nettamente aumentata.

Fluidificazione

Nel 20% dei casi del gruppo patologico la fluidificazione è risultata nettamente irregolare.

Concentrazione nemaspermica

Una oligozoospermia è rilevabile nel 45% dei pazienti studiati, mentre nel 40% si riscontra normozoospermia; nel rimanente 15% il numero oscilla tra 30 e 50 X 106/MI.

Motilità

Rappresenta a nostro avviso uno dei dati di maggior rilievo; infatti, una ipomotilità nemaspermica è rilevabile ben nel 83,89% dei soggetti del gruppo patologico, mentre solo il 19,32% aveva una motilità fisiologica; nel rimanente 6,77% i valori oscillavano tra il 40 e il 60%.

Morfologia nemaspermica

Una teratozoospermia con valori di atipie superiori al 30% è riscontrabile nel 19,49% dei pazienti studiati. Solo nel 30% dei soggetti con grave teratozoospermia questa si è associata ad una percentuale di tapering cells in percentuale superiore al 20%.

Zone di spermioagglutinazione

Sono presenti nel 16,6% dei casi del gruppo patologico. Si sottolinea come la ricerca degli autoanticorpi antispermatozoo di tipo spermioagglutinante nel siero di sangue e nel plasma seminale sia risultata sempre negativa. (Dondero F., Isidori A., 1974).

Leucociti

La presenza di leucociti superiore al 30.000/ml è rilevabile solo nel 2,5% dei pazienti in studio.

Fosfatasi acida

La media con deviazione standard ha dato i seguenti risultati 809 ± 352,71 U/ml.

Fruttosio

Media dei valori ottenuti con deviazione standard 394,81 -±: 186,46 mg%ml.

Acido citrico

La media e deviazione standard ottenuti sono 563 --L 235,65 mg%ml.

Fosfatasi alcalina

1 valori medi ottenuti con deviazione standard sono 103,72 -:E 55,5 U/ml.

COMMENTO
Su la base dei più recenti accertamenti clinico laboratoristici è oggi possibile affermare che il varicocele può essere responsabile di un quadro di infertilità; e ciò anche qualora l'obiettività clinica sia solo sfumata. Anche se è nostra precisa opinione (Dondero F., 1977) che non sia nella maniera più assoluta possibile porre una diagnosi etiopatogenetica su la base di un esame (quand'anche accuratissimo) del liquido semìnale, riteniamo peraltro che il rilievo di specifiche caratteristiche seminologiche possa fornire un utile ausilio nella diagnosi di un quadro di infertilità maschile. Per quanto riguarda i soggetti affetti da varicocele i dati da noi ottenuti confermano come il quadro seminologico di questi pazienti sia notevolmente alterato pur senza quelle « patognomoniche modificazioni » da altri autori sottolineate. In effetti gli indici, a nostro avviso, più negativamente modificati sono la motilità (85% dei casi) e la concentrazione (45% dei casi). La discordanza dei nostri dati con quelli di altri autori (Mac Leod, 1965; Ferrara e coll., 1975), soprattutto per quanto riguarda la presenza di teratozoospermie, che noi riscontriamo solo nel 200% dei soggetti in esame, probabilmente è dovuta al fatto che nella nostra casistica sono stati volutamente inseriti anche quei soggetti in cui all'esame obiettivo dei testicoli si evidenziavano semplici varicosità. Il danno arrecato da tali varicosità potrebbe infatti riguardare indici come la motilità più facilmente inficiabili e non interessare altri, quali appunto la morfologia, che necessita forse di noxe più conclamate per essere compromessa al punto di essere rilevata ad un semplice esame al microscopio ottico. Di più difficile interpretazione (anche se semplicisticamente si potrebbe a tal punto definirlo «stress pattern biochimico») cono le alterazioni degli indici biochimici. Quale semplice ipotesi di lavoro, mentre sono in corso ulteriori studi per giustificare le variazioni della fosfatasi acida, è possibile che l'aumento medio del fruttosio sia dovuto ad una mancata utilizzazione da parte degli spermatozoi immobili.

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