Prof. Giovanni Alei - Attività di Ricerca
La termografia nella valutazione diagnostica e prognostica del subfertile affetto da varicocele prima e dopo legatura alta della vena spermatica interna

Il varicocele nella patologia responsabile della sterilità maschile occupa un posto di rilievo incidendo, secondo la nostra statistica, per il 32% (260 casi su 860 pazienti esaminati in due anni). Tale statistica è relativa all'attività del Servizio di Andrologia dell'Università di Roma. I pazienti esaminati presentano: età media di 29 anni; varicocele sinistro nell'84,6% dei casi, varicocele destro nell'8,4%, varicocele bilaterale nel 6,9%. Dei vari meccanismi patogenetici mediante i quali il varicocele influenzerebbe negativamente l'attività esocrina testicolare riteniamo che quello dell'aumentata temperatura sia per diversi motivi il principale. Ci conforta in queste ipotesi la funzionalità alterata spesso irreversibilmente del testicolo ritenuto e l'aver rilevato in una alta percentuale di termogrammi effettuati in soggetti affetti da varicocele una ipertermia settale con valori vicini a quelli maggiori della zona ipertermica del testicolo omolaterale all'affezione varicosa. Il fatto che termograficamente rileviamo come « freddo » il testicolo controlaterale alla varicosità dipende infatti dalla dispersione di calorie effettuata dall'epidermide scrotale ma ciò non dimostra affatto che all'interno della borsa scrotale il parenchima testicolare abbia il dovuto gradiente di temperatura. Le alterazioni istopatologiche rilevate mediante biopsia testicolare destra in corso di intervento di legatura alta della vena spermatica interna sinistra sono pertanto legate, secondo noi, ad un passaggio di calorie per conduzione dal testicolo sinistro al destro attraverso il setto intertesticolare.


Fig. 1
Termografia scrotale pre-operatoria

È pertanto evidente il ruolo della termografia nella diagnostica del varicocele, come dimostrato anche da altri AA., siamo tuttavia in disaccordo con precedenti ricerche in proposito circa il tempo di ripristino delle temperature nell'ambito del fisiologico dopo l'intervento per varicocele. Abbiamo infatti effettuato uno studio su un gruppo di 50 pazienti affetti esclusivamente da varicocele sinistro rilevabile sia obbiettivamente che termograficamente, tutti con alterazioni più o meno gravi dei parametri seminali. Abbiamo constatato nell'82% dei casi che la normalizzazione termica si è avuta tra la X e la XII giornata, nel restante 18% la normalizzazione termica si è avuta comunque entro la XX giornata e ciò era da scrivere alla voluminosità del pacchetto varicoso e quindi presumibilmente ad una maggiore difficoltà dell'instaurarsi di un circolo collaterale valido. (Figura 1 e 2) Nel 62% dei casi abbiamo potuto osservare un significativo miglioramento dei parametri seminali sia per quanto riguarda la concentrazione degli spermatozoi che per quanto riguarda la motilità con un controllo effettuato a tre mesi dall'intervento. (Figura 3)


Fig. 2
Termografia scrotale 10 gg dopo l'intervento chirurgico

Dubin

504

74%

54%

-

-

-

Gunter

60

-

52%

53%

63%

40%

Rost

73

56%

52%

-

-

-

Mc Leod

108

60%

42%

-

-

 

Guillon

102

-

51%

-

-

-

Glezerman

51

7 5 %

25,5%

47,1%

59,9%

42,1%

Schysman

202

-

40%

-

-

-

Alei

50

62%

50,5%

54%

55%

44%

Fig. 3 Miglioramenti dopo l'intervento chirurgico

Dalla nostra statistica non risulta esistente un nesso preciso tra l'entità dell'ipertermia da varicocele e l'entità delle alterazioni istopatologiche rilevate mediante biopsia testicolare; altresì non abbiamo notato corrispondenza tra il grado di ipertermia ed il grado di alterazione dei valori medi dei parametri seminali. Nei pochi casi in cui la normalizzazione termica è stata più lenta abbiamo osservato anche un meno rapido miglioramento dei parametri seminali, tuttavia non ci sentiamo di poter ritenere tale osservazione probante per una utilizzazione prognostica della termografia dato appunto l'esiguo numero di casi in cui abbiamo osservato ciò. Anche se il miglioramento dei parametri seminali non è risultato proporzionale ai gradienti di temperatura termograficamente rilevati post-operatoriamente, teniamo a sottolineare, in conclusione, l'importante ruolo dell'indagine termografica nella patologia in questione anche per l'assoluta attendibilità nel riscontro dell'effettuato ripristino della circolazione venosa ottenuto mediante l'intervento chirurgico.

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