Prof. Giovanni Alei - Attività di Ricerca
Le termografia nel varicocele

La termografia si basa sul principio della rilevazione termica degli organi interessati così da formare una mappa termica nella quale si riscontrano zone di iper o ipotermia sostenute da iper o ipovascolarizzazione o da alterato metabolismo locale. Questa metodica si basa sulla rilevazione delle radiazioni infrarosse emesso corrispondentemente alla temperatura superficiale degli organi esaminati. L'immagine termica viene captata da un termovisore e composta su uno schermo in immagini a colori o in bianco e nero che a loro volta possono essere fotografate. Tale tecnica di facile accettazione al paziente ed innocua è stata aggiunta alla serie di ricerche che stiamo effettuando sul varicocele nel campo della sterilità maschile. Abbiamo rilevato infatti presso il «Servizio di Andrologia dell'Università degli Studi di Roma» 130 casi di varicocele su 430 pazienti osservati m circa un anno di attività con incidenza del 32%, quasi tutti i Pazienti Presentavano varicocele sinistro (84,6%). Diverse ipotesi sono state formulate sul meccanismo patogenetico mediante il quale il varicocele influenza la spermatogenesi, la più importante delle quali secondo noi è il disturbo della termoregolazione testicolare. In presenza di varicocele infatti il gradiente di temperatura tra lo scroto ed il corpo (normalmente di circa 1,58) scompare in quanto l'epidermide scrotale non è più in grado di abbassare la temperatura testicolare, data la stasi venosa che in esso esiste. Abbiamo trovato nell'indagine termografica un ausilio diagnostico validissimo che ci ha permesso di rilevare una stasi venosa al livello testicolare, anche in presenza di varicosità difficilmente apprezzabili con l'esame obiettivo. L'unico fattore infatti che può determinare un aumento di temperatura in assenza di patologia infiammatoria, è la stasi venosa. Abbiamo applicato inoltre tale indagine anche come sussidio prognostico nel decorso post operatorio in quanto ci consente di valutare il tempo di ripristino della circolazione venosa dopo legatura alta della spermatica interna e quindi la ripresa funzionale del testicolo esocrino parallelamente al miglioramento del liquido seminale. I controlli termografici post-operatori hanno dimostrato una diminuzione del gradiente di temperatura tra i 2 testicoli con &t* inferiore ad un grado, già in 100, giornata nell'82% dei casi; nel restante 18% la normalizzazione termica si è avuta entro un mese (Non si trattava di pazienti con varicocele molto voluminosi). I controlli dei liquidi seminali effettuati sullo stesso gruppo di 30 pazienti a 3 mesi di distanza dall'intervento davano quadri di normalizzazione nel 62% dei casi.

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