Prof. Giovanni Alei - Attività di Ricerca
• La termografia nel varicocele

Il varicocele è senza dubbio una affezione molto frequente e quella che ha maggior rilievo nel campo della sterilità maschile. Presso la Clinica Urologica della Università di Roma abbiamo riscontrato ben 99 casi su 311 Pazienti osservati negli ultimi sei mesi, con una incidenza pari al 32% Le ipotesi di maggior rilievo sul meccanismo patogenetico sono le seguenti:

  • disturbo della termoregolazione testicolare. Nel varicocele scompare il gradiente di due gradi tra la temperatura dello scroto e quella basale; l'aumento di superficie dell'epidermide scrotale non è più sufficiente ad abbassare la temperatura testicolare, data la stasi venosa che in esso esiste. Reflusso attraverso la vena spermatica interna sinistra di sangue renale venoso con alta percentuale di sostanze come la renina, i cortisonici, le catecolamine.
  • Ipossia tissutale.
  • Ostacolo alla maturazione epididimaria degli spermatozoi per alterazioni vascolari dell'epididimo.

L'esame obbiettivo eseguito in posizione ortostatica. permette quasi sempre di formulare la diagnosi; la manovra di Valsalva fa apprezzare un aumento di tensione e di volume delle varici, che invece diminuisce in clinostatismo. Spesso l'affezione si trova ancora allo stadio subclinico con differenza minima di volume tra il funicolo ds. ed il sn., con una vena modicamente ectasica a monte dei testicolo e con assenza di dilatazioní venose palpatoriamente ben apprezzabili. In tali situazioni abbiamo trovato nella indagine termografica un ausilio diagnostico validissimo che ci ha permesso di rilevare una stasi venosa a livello testicolare, anche in presenza dì varicosità minime, non bene obbiettivabili. Non è facile porre indicazione all'intervento operatorio in un Paziente affetto da oligoastenozoospermia, quando si palpi solo una lieve ectasia; l'indagine termografica può rilevarsi utile per una diagnosi di certezza poiché, in assenza di qualsiasi tipo di patologia infiammatoria o neoplastica, l'unico fattore che può determinare un gradiente di temperatura tra i due testicoli (superiore ad 1 °C), è la stasi venosa. Principio base della termografia è la rilevazione delle radiazioni infrarosse emesse dalla cute o da un organo in esame, in base alla quale otteniamo una «mappa termica fotografica» nella quale distinguiamo zone di ipo-od ipertermia. Questa metodica presenta il vantaggio di essere assolutamente innocua e quindi facilmente accettabile dal paziente e ripetibile teoricamente all'infinito. Abbiamo constatato nei pazienti nei quali avevamo già posto diagnosi di varicocele, che l'immagine termografica della regione scrotale è stata caratterizzata sempre da una netta ipertermia da 2°C a 5 °C) dell'emisfero interessato dall'affezione, rispetto al controlaterale. In pazienti nei quali la diagnosi clinica era solo sospetta. l'esame termografico è servito a documentare un varicocele dì difficile accertabilità clinica. In conclusione, alla luce della nostra espe­rienza possiamo affermare l'utilità della ter­mografia, specie e soprattutto nello stadio sub-clinico, in quanto può risultare determi­nante ai fini della diagnosi e della stessa terapia da intraprendere nel varicocele. Presentiamo ora alcuni casi in cui abbiamo usato la termografia a scopo diagnostico per la prima volta e tra i primi; ci ripromettiamo però, non solo di ampliare la casistica in proposito, pressoché inesistente o agli inizi, ma di usare tale metodica nel decorso postoperatorio, per valutare il ripristino della circolazione venosa dopo la legatura della vena spermatica interna.

Chiudi