Protesi Peniene

PROTESI PENIENE

L’indicazione primaria all’impianto di protesi peniene è data dalla disfunzione erettile organica grave, resistente a terapia farmacologica, o dalla controindicazione all’assunzione di farmaci favorenti il meccanismo erettile.

Il progredire della tecnologia ha permesso la costruzione di modelli protesici sempre più perfezionati che forniscono ottimi risultati estetici e funzionali. L’impianto non altera lo stato di turgore del glande né la sensibilità peniena e l’orgasmo, che pertanto rimangono immodificati.

Alcune patologie andrologiche, prima tra tutte la disfunzione erettile associata al recurvatum penieno da induratio penis plastica, costituiscono una indicazione primaria all’impianto protesico con restituzione sia della corretta forma del pene sia della forza penetrativa. Le protesi peniene vengono normalmente utilizzate anche nella chirurgia ricostruttiva e come supporto nella conversione gino-androide.

I dispositivi possono essere suddivisi, sulla base dei criteri costruttivi e di funzionamento, in due categorie: non-idraulici ed idraulici.

Le protesi non-idrauliche comprendono le protesi soffici, le malleabili e le meccaniche (ormai poco utilizzate).

Le protesi idrauliche si suddividono, in base al criterio di progettazione e realizzazione del meccanismo di gonfiaggio, in modelli a due (oramai scarsamente utilizzati) o a tre componenti.

PROTESI IDRAULICHE

Sono i dispositivi tecnologicamente più avanzati ed offrono i migliori risultati dal punto di vista estetico e funzionale. Permettono di simulare perfettamente lo stato di flaccidità e ottenere una perfetta rigidità del pene, il tutto in totale assenza di cicatrici visibili.

Le protesi tricomponenti sono composte da due cilindri gonfiabili che vengono inseriti nei corpi cavernosi, da una micro-pompa non visibile, collocata nella borsa scrotale, e da un serbatoio che viene alloggiato in addome. Il sistema è riempito da soluzione fisiologica sterile, che viene spinta dal serbatoio ai cilindri nella fase erettile e che, invece, in condizioni di flaccidità, ritorna nel serbatoio. Per ottenere una perfetta erezione, il paziente attiva 3-4 volte la pompa scrotale provocando il gonfiaggio dei cilindri. Una volta terminato l’atto sessuale, il paziente, comprimendo una sola volta la valvola a livello scrotale, ed esercitando una lieve pressione dell’asta, ritroverà la condizione di detumescenza.

 

vantaggi relativi alle protesi idrauliche sono:

  • un’ottima capacità penetrativa per un tempo illimitato
  • la perfetta simulazione della flaccidità
  • l’assenza di segni che possano far percepire alla partner la presenza dell’impianto
  • la sensazione propriocettiva della propria erezione.

I principali, nonché minimi, svantaggi sono rappresentati:

  • dalla necessità di una, seppur breve, manovra di attivazione
  • dalla possibilità, anche se molto remota, di rottura dei dispositivi valvolari
  • dai costi.

Una delle più temute complicanze della chirurgia protesica peniena è l’infezione del sito di impianto, per contrastare la quale sono state realizzate protesi impregnate nella fase costruttiva con quantitativi prestabiliti di antibiotici (rifampicina, minociclina) oppure trattate con rivestimenti idrofilici che assorbono una soluzione antibiotica preparata al momento dell’impianto. Entrambi i sistemi sopra descritti consentono un rilascio continuo di antibiotici nella sede di impianto durante le prime giornate postoperatorie, consentendo così, in associazione ad una profilassi antibiotica sistemica, un ottimale contrasto delle infezioni.

 

PROTESI NON-IDRAULICHE

Sono costituite da un corpo di silicone con al proprio interno una struttura di sostegno modellabile. Il paziente può posizionare il pene in qualsiasi direzione mediante una semplice flessione dell’impianto protesico, simulando così l’erezione e la posizione di riposo. Il modello malleabile (sviluppato inizialmente da Jonas nel 1980) è realizzato con un’anima di fili in acciaio o argento intrecciati o disposti a spirale, estremamente duttile. Il modello meccanico ha, invece, all’interno del corpo siliconico una struttura longitudinale costituita da segmenti in polietilene mantenuti articolati tra loro da un cavo in acciaio con molla e rivestiti da politetrafluoroetilene.

vantaggi delle protesi malleabili sono:

  • la facile gestione da parte del paziente
  • una bassissima percentuale di casi di rottura
  • costi contenuti.

Gli svantaggi sono:

  • la non perfetta simulazione della flaccidità
  • la mancata sensazione soggettiva dell’erezione
  • la forza penetrativa non ottimale

Questi dispositivi trovano il loro utilizzo ideale nella chirurgia dell’Induratio Penis Plastica associata a disfunzione erettile con asportazione di placche, cosı` grandi ed estese da rendere impossibile l’utilizzo delle protesi idrauliche, e nei pazienti con ridotta abilità manuale non in grado, quindi, di attivare gli impianti idraulici. L’impianto dei dispositivi malleabili e meccanici avviene tramite accesso sottocoronale in anestesia locale in day-hospital.

TECNICHE CHIRURGICHE 

 

L’impianto di protesi idrauliche può essere condotto sia in anestesia generale che in anestesia spinale, a seconda delle preferenze dell’operatore e del paziente e nel caso delle protesi malleabili in anestesia locale in regime di day-hospital.

Le vie di accesso per gli impianti di protesi non idrauliche possono essere: sottocoronale (preferibile), penieno ventrale e penoscrotale.

Le protesi idrauliche vengono posizionate tramite un piccolo accesso penoscrotale o sovrapubico (2-3 cm circa). Attraverso due corporotomie (incisione dei corpi cavernosi) si esegue l’alloggiamento dei cilindri protesici previa dilatazione non traumatica degli stessi. Durante questa manovra bisogna evitare di ledere le arterie cavernose che garantiranno l’erezione complementare. Successivamente si procede alla creazione di uno spazio nello scroto, sotto il dartos, per il posizionamento del sistema pompa/valvola. Per alloggiare il serbatoio si può sfruttare la stessa incisione pubica creando dietro il muscolo retto un alloggiamento preperitoneale di dimensioni adeguate o, se si conduce un incisione peno-scrotale si crea uno spazio in sede retrofasciale prevescicale e vi si alloggia il serbatoio attraverso la parete posteriore del canale inguinale. Si eseguono le connessioni idrauliche dei vari componenti e si attiva la protesi per verificarne il buon funzionamento e il corretto posizionamento in erezione. A discrezione del chirurgo si posizionerà un drenaggio da mantenersi in aspirazione per 24-48 ore. In seguito all’impianto di protesi idraulica, per le 4 settimane successive all’intervento la protesi deve rimanere deattivata.

L’intervento ha durata di circa 1 ora. Il post operatorio non è caratterizzato da particolare dolore, il paziente potrà tornare alle normali attività dopo circa 6-7 gg. L’attività sessuale sarà ripresa dopo 30 giorni dall’intervento.

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