Prostatiti

PROSTATITI

Le infiammazioni prostatiche possono essere classificate secondo le modalità di insorgenza in acute e croniche.

Una recente classificazione distingue 4 categorie di prostatiti:

–    Categoria I: prostatite batterica acuta

  • Categoria II: prostatite batterica cronica
  • Categoria III: prostatite cronica abatterica o sindrome da dolore pelvico cronico (CPPS)
  • Categoria IV: prostatite asintomatica

PROSTATITE ACUTA

Dal punto di vista sintomatologico la prostatite acuta si presenta con la comparsa improvvisa di febbre associata a disturbi irritativi prostatici come:

  • pollachiuria (aumento della frequenza minzionale)
  • nicturia (minzione durante la notte)
  • stranguria (dolore-bruciore durante la minzione)

A questi possono associarsi disturbi di tipo ostruttivo prostatici come:

  • difficoltà ad urinare
  • gocciolamento post minzionale
  • mancato svuotamento completo della vescica fino ad arrivare alla ritenzione urinaria

COME FARE DIAGNOSI

L’esplorazione rettale metterà in evidenza una prostata aumentata di volume, di consistenza teso-elastica, dolente alla palpazione. Al massaggio prostatico si può avere la fuoriuscita di alcune gocce di liquido prostatico. Nonostante il reperto obiettivo risulti quasi sempre patognomonico dell’affezione si potrà approfondire la diagnosi con:

  • esame delle urine con analisi del sedimento
  • urinocoltura con antibiogramma,
  • spermiocoltura con antibiogramma
  • ecografia prostatica trans-rettale
  • test di MearesStamey

TERAPIA

La terapia sarà effettuata con antibiotici mirati in base all’esito dell’antibiogramma. I sintomi vengono inoltre controllati con farmaci sintomatici.

PROSTATITE CRONICA

La prostatite cronica rappresenta sovente l’esito di una forma acuta non adeguatamente trattata. Da un punto di vista puramente classificativo oggi si tende a suddividere le sindromi prostatiche croniche in:

  • Prostatite cronica batterica : riscontro di una flogosi in cui sia possibile dimostrare la presenza di un agente eziologico batterico.
  • Prostatite cronica abatterica: flogosi con presenza di leucociti nel secreto prostatico. Può essere causata da Chlamydia, da micoplasmi o criptogenetica.
  • Prostatosi: presenza di una sintomatologia prostatitica e di segni obiettivi ma senza il riscontro di agente eziologico o leucociti nel secreto prostatico o nel liquido seminale.
  • Prostatodinia o “prostalgia”: sintomatologia prostatitica non suffragata dal rilievo di segni obiettivi né di alcun agente eziologico, né di leucociti.

La sintomatologia è più sfumata rispetto a quella acuta e consiste in:

  • prostatorrea ( fuoriuscita di secreto prostatico durante la defecazione o al termine della minzione);
  • disuria (bruciore, pollachiuria, stranguria);
  • dolore sovrapubico e generalizzato;
  • disturbi coitali (emospermia, dolore orgasmico, eiaculatio praecox, calo della libido);
  • manifestazioni ansiose di vario grado.

COME FARE DIAGNOSI

Oltre al rilievo palpatorio obiettivo si potranno eseguire:

–     Test di Meares-Stamey;

  • esami per la ricerca di Chlamydie e micoplasmi;
  • esame a fresco del secreto prostatico;
  • ecografia prostatica trans-rettale.

TERAPIA

La terapia anche in questo caso è antibiotica basata sulla scorta dell’antibiogramma. Si utilizzano anche farmaci antiinfiammatori non steroidei e antispastici.

Da oltre 15 anni si utilizza il laser diodico emesso da una piccola sonda trans rettale per ridurre la componente flogistica con apprezzabile successo.

Una nostra recente ricerca ha evidenziato risultati molto incoraggianti mediante l’uso di onde d’urto prostatiche (ESWT). Mediante un piccolo manipolo dedicato, un fascio di onde acustiche a bassa intensità viene convogliato sul tessuto prostatico, senza alcun disagio per il paziente. Nella nostra esperienza il protocollo che consta di 1 seduta a settimana per 6 settimane ha portato a guarigione l’85% dei pazienti affetti da prostatite cronica.

E’ importante sottolineare che la sindrome prostatica spinge il paziente all’astinenza sessuale e peraltro questa viene spesso incoraggiata da alcuni medici. La frequenza eiaculatoria è, al contrario, fondamentale per la guarigione ed è da prescrivere per favorire lo svuotamento frequente della ghiandola prostatica.

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