Prof. Giovanni Alei - Patologie Trattate
Stenosi dell'uretra
Per stenosi uretrale s'intende riduzione del calibro del lume uretrale, attualmente tale patologia è piuttosto rara essendo notevolmente diminuita l'incidenza di stenosi uretrali cicatriziali conseguenti successive all'infezione gonococcica.Le stenosi uretrali possono essere suddivise essenzialmente in congenite e acquisite.Le prime sono dovute a difetti embriogenetici nel riassorbimento del gettone embrionario uretrale, sono più frequenti negli individui di sesso maschile soprattutto a livello del meato urinario esterno.Tra le stenosi acquisite vanno ricordate quelle infettive (stenosi uretrale blenorragica e tubercolare) , traumatiche(da traumi del bacino e manovre endouretrali incongrue e ripetute)e chimiche(caustici).
Nelle stenosi uretrali congenite in genere si ha un coinvolgimento della sola mucosa uretrale a differenza di quanto avviene nelle stenosi acquisite dove si ha una fibrosi dell'intera parte uretrale ,ciò ovviamente determina un diverso approccio terapeutico e una diversa prognosi.

Quadro clinico

Si ha riduzione del flusso urinario, che diviene turbolento e la minzione è a "spruzzo" o "bidifa" .A monte del tratto in cui è presente il restringimento stenotico,l'aumento pressorio causa dilatazione dell'uretra stessa e l'urina che si raccogli in questo serbatoio determina il gocciolamento post-minzionale tipico della stenosi uretrale.Vi può essere anche un' eiaculazione ritardata a causa del rallentamento nella fuoriuscita del liquido seminale ,che in alcuni casi può generare anche dolore (eiculazione dolorosa).

Diagnosi

L'anamnesi è fondamentale poichè ci permette di individuare i classici sintomi di ostruzione cervico-uretrale, e nello stesso tempo di risalire alla causa che ha generato la stenosi: traumi urogenitali , infezioni uretrali , manovre endoscopiche urologiche.
La semplice ispezione può evidenziare la stenosi del meato uretrale esterno, mentre la palpazione può rivelare fibrosi cordoniformi o nodulari dell'uretra peniena e bulbare.
E' anche possibile sondare l'uretra con un catetere per individuare la sede e le dimensioni del tratto stenotico.
La uroflussimetria e lo studio pressione/flusso possono essere utili per determinare la reale entità dell'ostruzione urinaria.
Di fondamentale importanza diagnostica è anche la cistouretrografia retrogradae minzionale che ci permette di individuare il limite rispettivamente distale e prossimale della stenosi.
Con l'uretroscopia si ha una visione diretta della parete uretrale, utile soprattutto in vista di un'eventuale terapia chirurgica.

Terapia

La scelta del corretto approccio terapeutico è condizionata dall'eziologia ,dalla lunghezza e dalla sede della stenosi uretrale.
E' possibile un trattamento per via endoscopica nelle stenosi congenite e nelle acquisite di lunghezza non superiore ai 2 cm , l 'uretroscopio permette di eseguire sotto visione l'incisione del tratto stenotico o con lama a freddo o con anse diatermiche che consentono anche di asportare le zone di fibrosi.
Il trattamento chirurgico consiste invece nella resezione del tratto stenotico e nella anastomosi termino-terminale dei due monconi uretrali, tale trattamento è possibile per stenosi non superiori ai 2 cm nell'uretra peniena e non superiori ai 4 cm in quella bulbare. Se il tratto stenotico è multiplo e di maggiore lunghezza deve essere eseguito un intervento di ricostruzione uretrale utilizzando lembi cutanei o mucosi.

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