Prof. Giovanni Alei - Patologie Trattate
Neoplasie del pene
Approssimativamente il 5% delle neoplasie urogenitali negli uomini è rappresentato dal carcinoma del pene ; nel 97% dei casi dal punto di vista istologico ha i caratteri del carcinoma epidermoide squamocellulare e si localizza preferenzialmente sulla cute prepuziale e sul glande; l'età al momento della diagnosi è nella gran parte dei casi oltre i 60 anni. La diffusione avviene per via linfatica e la prima stazione è rappresentata dai linfonodi inguinali, rare invece le metastasi per via ematica, ma comunque già presenti al momento della diagnosi nel 10% dei pazienti: le sedi più frequenti sono rappresentate dal polmone, dal fegato e dalle ossa.
Uno dei principali fattori di rischio è dato dalla presenza di fimosi ciò a causa dell'effetto irritativo predisponente esercitato dallo smegma a livello del solco balano-prepuziale. A riprova di quanto detto, l'incidenza di neoplasie peniene è significativamente più bassa nelle popolazioni in cui viene praticata la circoincisione.

Quadro clinico e diagnosi

Il carcinoma del pene si presenta sotto forma di lesione cutanea vegetante o come ulcerazione indurativa, con margini rilevati, poco o nulla dolorosa, la diagnosi in fase precoce può essere ritardata dalla presenza di una fimosi serrata e il reperto palapatorio, che rileva una consistenza tissutale notevolmente aumentata, viene interpretato come balanopostite.
Negli stadi più avanzati può essere presente dolore locale, sanguinamento, ed anche una sintomatologia disurica legata ad un eventuale coinvolgimento dell'uretra.
Adenopatie in sede inguinale sono presenti nel 50% dei pazienti e sono per lo più legate a fenomeni infiammatori reattivi, più raramente ad invasione neplastica.
La diagnosi della lesione peniena, per i caratteri indurativi dei margini dell'ulcerazione, non pone grossi problemi già alla semplice ispezione, ma come detto in precedenza essa viene compiuta solo durante un intervento per fimosi serrata. In ogni caso la conferma diagnostica avviene tramite l'esame istologico.

Terapia

La penectomia, totale o parziale, eventualmente associata a linfadenectomia inguinale, rappresenta il trattamento d'elezione, la radioterapia è riservata soprattutto a pazienti giovani con lesioni neoplastiche superficiali.
La linfoadenectomia è un trattamento necessario complementare nei casi avanzati(T3-T4), il suo ruolo negli stadi più precoci(T1-T2) senza evidenza clinica o radiologica di un coinvolgimento linfonodale è a tutt'oggi oggetto di controversie.
La chemioterapia è riservata ai casi inoperabili o con metastasi a distanza ma i risultati sono deludenti.

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