Prof. Giovanni Alei - Patologie Trattate
Corporoplastica a "Doppio Petto" senza circoncisione

Incurvamento penieno congenito dorsale - prima Incurvamento penieno congenito dorsale - dopo
Incurvamento penieno congenito dorsale Risultato post-operatorio

L'alta incidenza delle complicanze descritte, gli inestetismi residui ed il maggiore accorciamento penieno, riportati dalla letteratura, hanno spinto la ricerca a mettere a punto tecniche nuove che ottimizzassero i risultati.
Nel 1990 abbiamo messo a punto la tecnica oggetto di questa trattazione che sarà ora descritta e di cui esporremo i risultati. Si tratta di una tecnica che non lascia inestetismi, noduli palpabili né depressioni dell'albuginea e che offre assolute garanzie di tenuta; gli edemi sono minimi poichè non si effettua la circoncisione e si hanno minori accorciamenti del pene. Precisi calcoli geometrici permettono di effettuare correzioni esatte, conoscendo preoperatoriamente la lunghezza del tessuto albugineo da sovrapporre.
Corporoplastica a "Doppio Petto" senza circoncisione - misurazione
Si effettua un test farmacoinfusivo con PGE1 e quando il paziente raggiunge la massima rigidità  effettuiamo le foto digitali sui piani ortogonali per documentare l’incurvamento. A questo punto si procede alla misurazione del lato concavo e del lato convesso del pene.

La differenza fra le due misurazioni permetterà di stabilire di quanto si dovrà accorciare il lato convesso. Queste misurazioni vengono effettuate nei giorni precedenti l’intervento.


Con il paziente in anestesia generale, si effettua una incisione baso-peniena e si procede, per via smussa con forbice di “Metzembaun”, alla preparazione della  fascia di Colles. A questo punto si clampa con una pinza di Allis l’albuginea nel  punto in cui effettuare la corporoplastica e si procede alla corporoevaginazione (degloving) attraverso la minima incisione cutanea.


Una volta stabiliti i punti in cui effettuare la corporoplastica si prepara la fascia di Buck, clampando l’uretra o il fascio nervo-vascolare dorsale con pinza di Bubcock per non ledere le suddette strutture. Si applica un laccio emostatico alla base del pene.    Si incide trasversalmente l’albuginea nei punti prestabiliti, scollandola dal tessuto cavernoso sottostante dapprima con la forbice poi con l’aiuto di un piccolo tampone montato.

 Si ottengono così due lembi, uno prossimale ed uno distale, che vengono sovrapposti uno all’altro (a doppio petto) e suturati a punti staccati in acido poliglucolico 2-0, montato su ago lanceolato atraumatico. Questi punti vengono applicati asimmetricamente in modo da poter guadagnare maggiormente sul punto di massima curvatura.

A questo punto, si provoca l’erezione idraulica con soluzione salina isotonica e si valuta la correzione avvenuta. Si completa la corporoplastica con corpororrafia, sempre in acido poliglucolico 2-0, con sutura continua del lembo libero dell’albuginea per garantire una migliore tenuta idraulica. Si appone un punto ad “X” in materiale non assorbibile al centro della corporoplastica per garantirne la tenuta nel caso si abbia un rapido assorbimento delle suture in acido poliglicolico. Quindi si suturano le fasce di Buck e di Colles in acido poliglicolico a rapido assorbimento. Questo tempo operatorio è di fondamentale importanza in quanto garantirà lo scorrimento dei piani sottocutanei.  Si applica un drenaggio secondo Redon che viene rimosso in seconda giornata.
In tutti i casi viene applicata una fasciatura elastica compressiva, con lo scopo sia di effettuare un’emostasi durante le prime 24 ore che di contenere le erezioni notturne, al fine di evitare un’eventuale deiscenza dei punti di sutura.
Questa tecnica è stata utilizzata dal 1990 ad oggi in 357 pazienti affetti da recurvatum penieno di età compresa tra 19 e 45 anni. Il 15% dei pazienti (54) presentava un incurvamento ventrale, il 54% (192 pazienti) incurvamento dorsale, il 13% (46 pazienti) incurvamento laterale destro e il 18% (65) laterale sinistro. Il range di incurvamento variava tra i 30° ed 90°.  Di questi pazienti 242 avevano un incurvamento penieno congenito mentre 115 erano affetti da incurvamento da Induratio Penis Plastica. Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad esame GSA (Genito Sensory Analayzer) pre e post-operatoriamente per valutare eventuali alterazioni della sensibilità a livello penieno. In tutti i casi abbiamo effettuato un counseling psico-sessuologico.
Tutti i pazienti riferiscono la completa soddisfazione, a sei mesi dall’intervento, sia dal punto di vista estetico che funzionale. In nessun caso abbiamo avuto inestetismi da accesso chirurgico in quanto abbiamo utilizzato sempre l’accesso baso penieno o peno-scrotale. Rispetto alle altre tecniche abbiamo avuto una minore incidenza di recidive (6%) grazie all’ottima tenuta delle suture, che, essendo “a doppio petto”, offrono un’assoluta garanzia nel tempo. Nessun paziente ha lamentato la presenza di tumefazioni o noduli palpabili. Gli accorciamenti sono inferiori al centimetro e mezzo e questi si sono verificati nel 78% dei casi; i tempi di guarigione sono notevolmente ridotti per la minore o assenza di edemi nel decorso post-operatorio; nessun paziente ha lamentato la presenza di ipoestesie o disfunzione erettile.
Gli svantaggi della tecnica descritta sono prevalentemente legati alla durata dell’intervento, che richiede una preparazione dei tessuti più accurata ed indaginosa che non altre tecniche descritte precedentemente.
In un caso siamo dovuti ricorrere ad una piccola revisione della sutura causa una ipercorrezione della curvatura; in un altro abbiamo assistito ad una recidiva dell'incurvamento dovuta a problemi di riassorbimento (troppo rapido)  del filo di sutura.
Concludendo, riteniamo che l'utilizzo della tecnica "a doppio petto" si sia rivelata molto vantaggiosa, sia per l'ottima tenuta delle suture (essendo a lembi sovrapposti), sia per  il minor numero di incisioni necessarie rispetto ad altre tecniche (ad esempio la Nesbit II); sottolineamo inoltre il vantaggio estetico di non effettuare la circoncisione e di far residuare una superficie abbastanza piana senza nodularità apprezzabili alla palpazione.

Incurvamento penieno laterale - prima Incurvamento penieno laterale - dopo
Incurvamento penieno ventrale - prima Incurvamento penieno ventrale - dopo
Incisione a 15 giorni dall’intervento
Incisione a 15 giorni dall’intervento

 

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