idrocele

IDROCELE 

L’idrocele consiste nell’aumento della quantità di liquido tra i due foglietti che rivestono il testicolo.

Il meccanismo di questa  aumentata produzione e del suo mancato riassorbimento non sono ancora ben noti, tuttavia siamo in grado di distinguere:

  • idrocele congenito: dovuto alla mancata chiusura del dotto peritoneo-vaginale (tragitto che, durante l’accrescimento embrionale, mette in comunicazione la cavità addominale con la regione scrotale), con conseguente passaggio nello scroto del liquido normalmente presente in addome;
  • idrocele reattivo o secondario: in seguito a processi irritativi o traumatici a carico del testicolo si ha una reazione infiammatoria che comporta un’aumentata formazione di liquido intorno al testicolo.
  • idrocele idiopatico: può insorgere senza causa apparente e in assenza di lesioni della tunica vaginale del testicolo.

COME FARE DIAGNOSI

La sintomatologia è chiara ed è caratterizzata dall’aumento volumetrico della borsa scrotale.

All’esame clinico del paziente, si rileva la presenza di uno scroto aumentato di volume per la presenza di una tumefazione, generalmente non dolente, che è possibile transilluminare con una  lampadina per poter dedurre dalla trasparenza se il contenuto è liquido, limpido o corpuscolato, oppure solido.

L’ecografia scrotale consente di definire meglio la quantità di liquido, il suo aspetto e di indagare il testicolo.

TERAPIA

 

La terapia dell’idrocele è chirurgica e consiste nella resezione ed eversione della tunica vaginale.

Dopo aver effettuato una anestesia locale si pratica una incisione trasversa sull’emiscroto affetto, dalla quale vengono esposti il testicolo con i suoi involucri.

L’involucro esterno viene sezionato facendo fuoriuscire il liquido tipico trasparente, giallo citrino, contenuto tra i due foglietti.

Si procede quindi all’escissione della porzione eccedente di foglietto vaginale sovradisteso dal versamento. Il lembo di sierosa viene everso e suturato dietro il didimo, con filo riassorbibile, intorno al funicolo così da impedire il formarsi di una cavità chiusa che potrebbe essere causa di recidiva dell’idrocele.

La recidiva dell’idrocelectomia è rara nei pazienti operati con una tecnica di escissione ed eversione della vaginale del testicolo mentre è più frequente nei pazienti operati con altre tecniche

L’intervento ha durata di circa 30 minuti, viene effettuato in regime ambulatoriale, ed il paziente dopo qualche ora di osservazione potrà tornare a casa autonomamente.

Il post operatorio non è caratterizzato da particolare dolore, ed il paziente potrà tornare alle comuni abitudini dopo alcuni giorni.

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