CRIPTORCHIDISMO

CRIPTORCHIDISMO

Per criptorchidismo si definisce la mancata discesa di uno o entrambi i testicoli nella borsa scrotale. La migrazione dei testicoli inizia tra l’8° e la 12° settimana di vita intrauterina terminando al 9° mese dove per effetto delle gonadotropine e degli steroidi i testicoli raggiungono la borsa scrotale.

Il testicolo criptorchide può arrestare la sua discesa fisiologica a varie altezze, dall’addome al canale inguinale.

Tale condizione va distinta dal testicolo ectopico, il quale viene deviato in una locazione anomala e dal testicolo retrattile che pur essendo disceso normalmente all’interno della sacca scrotale, è in grado di risalire saltuariamente in prossimità dell’anello inguinale esterno.

Il criptorchidismo costituisce l’anomalia più diffusa dell’apparato urogenitale e non è raro che si manifesti nei nati pre-termine. Nella metà degli infanti tale condizione si risolve spontaneamente tra il primo ed il secondo anno di vita.

Quando, dopo il secondo anno di vita, il bambino presenta ancora testicoli criptorchidi, allora il disturbo assume tutte le caratteristiche per essere considerato patologico e merita l’intervento medico.

 Il criptorchidismo è monolaterale nel 65% dei casi e bilaterale nel 35%. L’ incidenza della malattia sembra essere notevolmente aumentata in questi ultimi anni a causa dell’inquinamento e delle alterazioni a carico degli estrogeni.

Nella maggior parte dei casi la causa di questa anomalia va ricercata in disfunzioni ormonali ipotalamiche e/o ipofisarie. Anche condizioni come l’ipospadia o il micropene sono associate al criptorchidismo.

La conseguenza principale di questa anomalia è l’infertilità maschile. La spermatogenesi, ovvero il processo di maturazione e sviluppo delle cellule sessuali maschili avviene nei testicoli ad una certa temperatura, inferiore a quella addominale, ne consegue che nel testicolo che non raggiunge la borsa scrotale tale processo non può avvenire correttamente, generando un danno irreparabile al tessuto seminale.

Ulteriore conseguenza è rappresentata dalla possibilità di diagnosi di tumore testicolarenel testicolo non disceso, con un rischio di oltre il 20% rispetto alla popolazione sana.

COME FARE DIAGNOSI

Non esiste una vera e propria sintomatologia associata a questa condizione, l’esame obiettivo è altresì semplice e la diagnosi viene confermata da una semplice ecografia inguinale o addominale. Dosaggi ormonali e cariogramma saranno inoltre prescritti per valutarne le cause.

TERAPIA

Viste le conseguenze importanti tale condizione patologica non va mai sottovalutata, la progressiva atrofia testicolare conduce irrimediabilmente alla sterilità del paziente.

Nel piccolo paziente che al termine del secondo anno di vita non si è riscontrata la spontanea risoluzione del quadro è necessario prescrivere una terapia medica a base di gonadotropine.

Qualora la somministrazione ormonale non fosse sufficiente o inefficace, si dovrà intervenire con una terapia chirurgica nota come orchiopessi, in cui il testicolo retratto, o entrambi, vengono chirurgicamente fissati all’interno della borsa scrotale.

Quando s’intraprendono strategie terapeutiche troppo tardi, il testicolo ritenuto potrebbe andare incontro a neoplasie: in simili frangenti, è consigliata l’asportazione della gonade malata, mediante orchiectomia.

Criptorchidismo Vero o Ectopico

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