Cistite

CISTITE

La cistite è una condizione patologica caratterizzata dall’infiammazione della vescica associata frequentemente a sintomi urinari.

L’infezione che provoca la cistite è spesso causata da batteri che popolano il colon come l’Escherichia coli. Altri batteri possono essere lo Streptococcus, oppure altri germi aerobi della flora fecale come Proteus, Klebsiella, Enterobacter e Pseudomonas.

Colpisce più frequentemente le donne in quanto l’uretra è più corta (circa 5 cm) di quella degli uomini (16 cm circa) e quindi è più alto il rischio di una contaminazione da parte dei batteri fecali che possono più facilmente risalire fino in vescica.

Quasi 1 donna su 3 avrà avuto almeno un episodio di cistite con necessità di terapia antimicrobica all’età di 24 anni.

I fattori di rischio della cistite nella donna possono essere vari: l’età, i rapporti sessuali, la stitichezza, l’uso del diaframma e delle creme spermicide.

I fattori di rischio per l’uomo sono spesso riconducibili a ipertrofia prostatica benigna con residuo post minzionale di urina o a stati infiammatori della prostata.

COME FARE DIAGNOSI

La sintomatologia è caratterizzata frequentemente da disuria (emissione di urine con difficoltà), associata o meno a pollachiuria (aumentata frequenza delle minzioni). Si può associare dolore sovrapubico, piuria (emissione di urine con pus) ed ematuria (emissione di sangue con le urine).

La diagnosi di cistite si basa, oltre che sulla presenza dei sintomi caratteristici, sulle seguenti indagini:

  • esame delle urine con studio del sedimento. Consiste nell’osservazione al microscopio ottico delle urine centrifugate e permette il rilievo della piuria (cioè la presenza di globuli bianchi o leucociti nelle urine) e della batteriuria.
  • urinocoltura con conta delle colonie batteriche sviluppate ed antibiogramma per verificare la sensibilità/resistenza dei patogeni alle molecole antibiotiche.

Nella donna i disturbi delle basse vie urinarie possono esser causati anche da infezioni vaginali (Trichomonas e Candida principalmente): nei casi di cistite recidivante, quindi, può essere utile l’esame colturale eseguito su tampone vaginale.

Causa spesso non diagnosticata di cistite ricorrente è la presenza di metaplasia vaginale in vescica. Tale reperto è facilmente diagnosticabile con una cistoscopia ambulatoriale.

TERAPIA

Il trattamento per la cistite di origine batterica, solitamente, consiste nell’assunzione di antibiotici. Nei casi non complicati, in prima battuta possono essere prescritti ciprofloxacina, ofloxacina, fosfomicina.

Il trattamento della cistite complicata prevede l’utilizzo di un fluorochinolone o di penicillina associata a un inibitore delle beta-lattamasi (amoxicillina clavulanato o ampicillina e sulbactam); in alternativa si possono utilizzare le cefalosporine di seconda o terza generazione.

Causa spesso non diagnosticata di cistiti ricorrenti nelle giovani donne è la presenza di metaplasia vaginale in vescica, detta anche cistite trigonale. Tale patologia colpisce frequentemente la regione del trigono vescicale che appare, alla visione diretta mediante cistoscopia, con papille bianco-grigiastre rilevate ben differenziabili dalla mucosa uroteliale sana. Tale regione non avendo le stesse caratteristiche dell’urotelio non oppone alcuna resistenza alla colonizzazione dei batteri patogeni e determina,quindi, quadri di cistiti ricorrenti e recidivanti.

Una volta diagnosticata la metaplasia vaginale in vescica la terapia consiste nell’elettrofolgorazione endoscopica trans vescicale (EFE) previa biopsia con pinza endoscopica per ottenere diagnosi istologica certa. La folgorazione dell’ampia area trigonale determina la scomparsa del tessuto anomalo e la ricostituzione di urotelio normale. L’intervento si esegue in regime di day-hospital con in sedazione. La durata dell’intervento è di circa 30 minuti e la paziente potrà tranquillamente tornare alle normali attività dopo pochi giorni.

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