Calcolosi

CALCOLOSI URINARIA

Per calcolosi urinaria o urolitiasi si intende la presenza di formazioni cristalline denominate calcoli, derivati dalla precipitazione o dall’aggregazione di soluti presenti nelle urine. Può insorgere a qualsiasi età e colpisce maggiormente il sesso maschile.

Può essere classificata in base a diversi parametri tra i quali la sede: renale (pielica, caliceale), ureterale, vescicale, uretrale; il presunto meccanismo patogenetico: primitiva, secondaria, metabolica, da infezione.

In circa il 70% dei casi di calcoli, sono composti da ossalato e/o fosfato di calcio, nel 20% sono di struvite (triplofosfato di ammonio e magnesio), nel 10% di acido urico, nell’1% di cistina, molto rara la calcolosi xantinica.

COME FARE DIAGNOSI

La sintomatologia può essere assente, sfumata oppure eclatante (colica renale). Ciò è dovuto essenzialmente dalla sede del calcolo e dalla sua grandezza.
I sintomi più importanti sono: il dolore al fianco e\o a livello lombare gravativi tipo colica, l’ematuria e la febbre.

Quando non c’è un interessamento della via escretrice, il paziente può essere asintomatico o accusare un vago senso di peso o di fastidio in regione lombare, soprattutto in concomitanza di sforzi fisici.

La colica è tipica del calcolo in movimento ed è determinata dalla brusca distensione della via escretrice. Il dolore insorge in sede lombare in corrispondenza del rene interessato poi tende a diffondersi, irradiandosi lungo tutto il decorso ureterale fino alla faccia anteriore della coscia e agli organi genitali (testicolo e grandi labbra).

Sono spesso presenti riflessi vagali come la nausea e il vomito.

 Frequente è il rilievo di macroematuria (dovuta all’azione lesiva del calcolo sull’urotelio), in alcuni casi compare oliguria o anuria.

Sovente dopo un episodio di colica, si assiste alla espulsione spontanea del calcolo, solido o sotto forma di renella, sabbia formata da minute concrezioni brune o rossastre.

La fase diagnostica si fonda sui seguenti accertamenti:

  • esame delle urine ed esami ematochimici per la valutazione della funzione renale;
  • Ecografia renale e vescicale: consente la visualizzazione di calcoli sia radioopachi che radiotrasparenti (acido urico) e la dilatazione della via escretrice (idronefrosi);
  • Rx diretta reni e vescica: visualizza la presenza di eventuali calcoli radioopachi (composti da sali di calcio);
  • Uro-TC con m.d.c.: consente la visualizzazione dei calcoli lungo l’intera via escretrice

TERAPIA

Le terapie della calcolosi sono diverse.

In alcuni casi quando il calcolo è di piccole dimensioni, può essere espulso spontaneamente invitando il paziente a bere molto acqua e somministrando anti-infiammatori, antispastici ed alfa litici.

 Il trattamento terapeutico della colica renale è diretto al controllo del dolore (antispastici e analgesici) e dell’eventuale infezione (antibiotici).

Durante l’attacco acuto è opportuno ridurre l’apporto di liquidi per evitare un sovraccarico idrico al rene compromesso funzionalmente dalla presenza del calcolo.

La terapia chirurgica può essere suddivisa in terapia chirurgica a cielo aperto (tradizionale) ed endoscopica. Alla chirurgia tradizionale ormai spetta soltanto il trattamento di quelle forme particolarmente “difficili” che non si possano risolvere endoscopicamente o con trattamento percutaneo ad onde d’urto.

La chirurgia endoscopica consente l’estrazione dei calcoli attraverso sonde e cestelli adatti allo scopo; inoltre permette l’esplorazione dell’uretere per via retrograda con frammentazione e rimozione del calcolo mediante laser o ultrasuoni.

La terapia fisica ha radicalmente modificato il trattamento della calcolosi. Ciò è dovuto all’introduzione nell’uso clinico degli apparecchi per la litotrissia (frammentazione di calcoli) extracorporea ad onde d’urto (Extracorporeal Shock Waves Lithotripsy -ESWL). Il razionale della litotrissia è la possibilità di creare un fascio di onde sonore, opportunamente concentrato ed indirizzato, in grado di frammentare i calcoli. Vengono successivamente applicati cicli di onde d’urto fino ad ottenere lo scopo di ridurre il calcolo a frammenti tali da poter essere eliminati dalla via escretrice. Il procedimento dà ottimi risultati e con minimo disagio da parte del paziente, motivi che attualmente rendono la litotrissia il trattamento d’elezione per la maggior parte delle calcolosi.

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